lunedì 21 gennaio 2008

Venezuela: Canaima

Il Venezuela, porta del Sudamerica, è una terra dalla natura ricca, è un paese meraviglioso, con infinite attrazioni da offrire. Dal Nord al Sud, da oriente a occidente offre un ampio ventaglio di opportunità; dal relax e dalla pace, dalla tranquillità che la sua natura ci offre, fino agli sport estremi.
Il Venezuela ci offre montagne (al suo interno è presente la Cordigliera delle Ande), spiagge (tutta la parte orientale è caratterizzata da meravigliose spiagge, così come la zona centro-occidentale, ed inoltre l’Isola di Margarita, Los Roques, La Tortuga e tutti gli altri arcipelaghi molto spesso sconosciuti), gli Llanos (uno dei luoghi più rappresentativi del folklore venezuelano, le sue pianure, la loro meravigliosa fauna), Il Sud (dove nasce il Salto Angel, i suoi meravigliosi paesaggi, la sua foresta).

Insomma, il Venezuela è una terra meravigliosa, dove le montagne e le colline disegnano curve, dove il verde e l’ocra delle sue montagne contrasta con l’azzurro del cielo. E’ un luogo dove il sole bagna la terra e risveglia in essa i suoi colori più belli, tanto è vero che il verde e il celeste delle sue spiagge è più verde e più celeste. E’un luogo dove il sole illumina le pietre, e queste a loro volta illuminano il cammino e le acque. Qui sorge il sole e nasce una nuova speranza nella sua gente. Il Venezuela è una terra che ti invita a scoprirla, e io un po’alla volta cercherò di raccontarvela.

Questo è un post che speravo ardentemente di pubblicare, volevo raccontarvi qualcosa del mio amato Venezuela, ed ho atteso quest’ultimo viaggio per iniziare da un ricordo fresco e recente. Ovviamente al momento di scegliere quale è il luogo più bello della terra, unico e insuperabile, dirò sempre che in termini di bellezza non ce ne è nessuno che possa superarci. Il Venezuela è il luogo delle infinite varietà, ce ne è per tutti i gusti, avendo moltissimo da offrire. Inizierò da Canaima, che è stato per me un luogo di grandi e forti esperienze.

L’avventura comincia il 26 dicembre 2007, ed in quel momento non immaginavamo ancora quello che ci avrebbe atteso. Arriviamo a Ciudad Bolívar, e durante il giorno visitiamo le sue viuzze di pietra, la Piazza, la Cattedrale, la Casa de Angostura. Prendiamo un taxi per attraversare il Ponte di Angostura, struttura essenziale per le comunicazioni. Ciudad Bolívar ci ha lasciato una buona impressione. 27/12/07 Molto presto al mattino incontriamo lo staff di Sapito Tours, le cose non cominciano bene, io e il mio compagno dobbiamo viaggiare separati, in due aerei davvero piccoli. Dopo 45 minuti di volo arriviamo all’aeroporto di Canaima, anch’esso veramente piccolo. Paghiamo la tassa d’ingresso al parco, che in realtà ha un costo quasi simbolico, 3.000 Bs per i venezuelani e 8.000 Bs per gli stranieri.
Si presenta la nostra guida, Fernando, un indigeno pemón di 33 anni, davvero simpatico. Iniziamo il tour insieme al nostro gruppo, formato da una decina di persone; prima una passeggiata in curiara (piroga tipica), poi una camminata di 10-15 minuti, e poi nuovamente la curiara per circa 4 ore, con una pausa al Pozo de la Felicidad. Il viaggio è massacrante per il tempo che si passa seduti nella curiara. Il Carrao e il Churún, i due fiumi che bisogna navigare fino ad arrivare al Salto Ángel, sono molto tranquilli, ad eccezione di alcune rapide da superare grazie alla maestria delle guide. In ogni caso, nonostante la fatica, è un viaggio che sicuramente merita.
Durante la navigazione si può osservare la cascata un paio di volte, ma mai come quando si arriva a Isla Ratón o come quando dopo una camminata di circa un ora nella selva si arriva al punto panoramico, ed è in quel silenzio che puoi veramente comprendere il significato della parola IMMENSITA’. Si resta senza resprio due volte, la prima per la stanchezza della camminata, e la seconda per la vista, poiché da questo punto si può ammirare tutta la cascata. E’ un luogo per meditare e trovare molte risposte dentro te stesso.
La nostra avventura è stata davvero particolare, forse non era stato calcolato bene il tempo e nella discesa dal punto panoramico verso l’accampamento ci ha sorpreso la notte. La luce naturale ci permetteva di vedere al massimo a mezzo metro di distanza. Giunti al fiume ci siamo resi conto che il resto del nostro gruppo non era ancora arrivato lì, quindi non ci è rimasto altro da fare che attenderli nel buio totale per poi attraversare il fiume con la curiara per arrivare finalmente al nostro accampamento.
Stranamente nell’accampamento c’era sì un bagno con WC, ma mancava la doccia, così dopo una giornata massacrante non ci siamo potuti godere il meritato bagno, ed era già tardi per lavarci nel fiume. Quello che non mi aspettavo era la qualità della cena, veramente eccellente. Un enorme piatto di pasta, pollo arrosto e insalata, tutto squisito. Siamo poi andati a dormire nelle nostre amache, con il sottofondo del rumore del fiume, tutti molto vicini l’un l’altro.




28/12/07 Facciamo colazione presto, è stata una splendida esperienza quella di mangiare, dormire e persino lavarci i denti di fronte al Salto Ángel. Risistemiamo le nostre cose e iniziamo il nostro viaggio di ritorno in curiara, leggermente più rapido dell’andata grazie alla corrente del fiume a favore, ma sempre estremamente faticoso. Arriviamo al campeggio giusto per l’ora di pranzo al Campamento Anatoly, riposiamo un attimo e alle 2.00pm , con il sole alto iniziamo una fantastica escursione. Camminiamo dentro la foresta, senza incontrare né serpenti né ragni, la foresta è troppo grande per accorgersi di questi piccoli animali. Arriviamo alla cascata del Sapo (il rospo) e la attraversiamo, è incredibile, un muro enorme di acqua.
Ci racconta la nostra guida che questo è un posto sacro per gli indigeni e in effetti si può percepire la sua sacralità mentre lo attraversi e solo si sente il rumore della natura, lo spirito si purifica e l’anima si rinnova. E’ stata un’escursione veramente bella. Passiamo la nostra ultima notte al Campamento Bernal nell’Isla Anatoly, è un luogo molto confortevole, ampio, con enormi alberi di mango. L’accampamento ha poche stanze, e noi con largo anticipo avevamo deciso di prenotarne una ed è stata una scelta veramente azzeccata visto che abbiamo riposato benissimo.



29/12/07 Ci svegliamo presto e dopo la colazione ci informano che è possibile effettuare in aereo il sorvolo di 45 minuti del Salto Ángel a 250.000 bs, cioè 232 US$ a cambio ufficiale (90 US$-66€ a cambio parallelo), e così decidiamo di farlo. Ma grazie all’inettitudine e alla disorganizzazione della signora Elva Bernal, rappresentante di Sapito Tour, non riusciamo a concludere il tutto.
I voli non partono se non ci sono almeno 4 persone, ed inizialmente siamo solo io ed il mio compagno, ma a mezzogiorno circa si presenta una coppia di italiani che si trovano lì per un full day, disposta ad effettuare il sorvolo con noi. Ma giusto nell’istante in cui il pilota è pronto a partire, ci scarica perché il suo gruppo di passeggeri per Ciudad Bolívar è già lì. A quel punto chiediamo alla signora Elva di imbarcarci almeno su uno dei primi aerei per tornare a Ciudad Bolívar, ma le cose vanno esattamente al contrario, tutto il nostro gruppo originario è partito prima di noi, e la signora ci lascia lì in aeroporto ad aspettare l’ultimo aereo,che parte alle 4.50 di pomeriggio, quando il nostro programma diceva che la partenza era prevista per le 13-14. In pratica regna la disorganizzazione e la mancanza di interesse verso il turista, il prezzo del sorvolo varia da persona a persona visto che a un gruppo erano stati chiesti 230.000 bs e a noi 250.000 bs, è davvero un peccato che alcune delle persone che operano a Canaima non si rendano conto dell’importanza di un buon servizio, di un sorriso o di una semplice informazione.

Canaima è un luogo meraviglioso, vale la pena visitarlo, il Salto Ángel è una bellezza unica al mondo. Consiglio di informarsi bene prima di partire, prendere tutte le precauzioni del caso e scegliere un operatore turistico affidabile. Se volete andare, non abbiate nessun timore a contattarmi, sarò felice di darvi ulteriori dettagli sul viaggio.

sabato 19 gennaio 2008

Venezuela: Los Roques

02-01-2008 Proseguiamo…questa volta ci prendiamo una boccata di Caraibi. Un full day a Los Roques. Non ci sono parole, o sono comunque pochi gli aggettivi per descrivere un paradiso come questo. E’ semplicemente un luogo straordinario.




Tra le tonalità del cielo, dell’acqua e della sabbia ci si perde, è come stare in un sogno. L’unico avvertimento riguarda il sole, può diventare un nemico, è assolutamente consigliata un crema ad alta protezione.



Il nostro full day include il pranzo, ma oltre a questo ordiniamo un’aragosta, 46 US$ a cambio ufficiale. Il tempo è ideale per visitare Los Roques secondo me è tre giorni e due notti. Ho alcuni contatti per il soggiorno e per il volo da Caracas. Se avete bisogno di informazioni, contattatemi.

venerdì 18 gennaio 2008

Venezuela: Choroni

03-01-2008 Alle 7 di mattina prendiamo un taxi da Caracas a Maracay, poi un altro da Maracay a Choroní. Dopo due ore di curve e altre due ore bloccati in una fila causata da un incidente, arriviamo alla posada Bokaina che come direbbe Valentina Quinterno è un luogo “mágico y encantador”. Ha un giardino spettacolare, tutto verde di piante dalle varie tonalità. E’situata leggermente fuori dal caos di Choroní, dal reggeton e dalla folla di Playa Grande, una spiaggia che può ingannarti, la vedi tranquilla ma bisogna fare attenzione, è piena di bagnini che non distolgono l’occhio dai bagnanti avventurosi.
Passiamo il pomeriggio nella Bokaina sulle amache. La nostra cena è una delizia a base di pesce fritto. Ci abbandoniamo al relax e all’accoglienza del luogo. Non è difficile provare nostalgia per questi luoghi così piacevoli.

04-01-2008



Dormiamo meravigliosamente, la colazione è squisita e rilassante. Casualmente nella posada c’è Cesar, chef professionista, presente per organizzare la cena di fine e anno e per altri servizi; è lui che si incarica della cucina in questi giorni, e ci regala eccellenti menù presentati impeccabilmente.
Andiamo a Cepe in barca, si trova a 35 minuti, la spiaggia e bella ed accogliente, appena arrivati ci offrono il servizio di sedie, ombrellone e pranzo. Passiamo la giornata in relax, e anche se non c’è molto solo ci godiamo ugualmente la spiaggia.
Al ritorno passiamo per il molo con gli artigiani, facciamo una passeggiata a Puerto Colombia che è un disastro di gente e ritorniamo nella nostra paradisiaca posada.

05-01-2008 Ritorniamo a casa, quello che mi incuriosisce molto è capire il perché le persone dicono di essere state a Choroní per dire che sono state al mare, in realtà la spiaggia si trova a Puerto Colombia, Choroní è situata più all’interno e non si affaccia su nessuna spiaggia…Sarà una questione di costumi…

 
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