lunedì 12 marzo 2007

Londra, bella ma carissima...

Credo che Londra sia una città obbligata, è una di quelle città che presto o tardi bisogna conoscere. E' culturalmente ricca, ogni 5 metri c'è un teatro, la National Gallery è straordinaria, e "stranamente" gratis, visto che il problema principale di Londra è il carovita. Londra è una città cara, per visitare le Torri di Londra bisogna pagare un biglietto di 16 sterline, l'equivalente di 23 euro, ed inoltre mi aspettavo molto più da questo luogo, ovviamente non per il costo dell'ingresso, ma per quello che rappresenta il monumento nel contesto della storia della città. Della costruzione originaria, risalente al 1708, resta solamente la parte esterna, mentre la parte interna della struttura è totalmente ristrutturata, oltretutto ancora mi domando il perché in questa parte sia presente un cavallo di legno cavalcato da un'armatura, il tutto sotto una spessa scatola di cristallo...tra le altre cose comunque si possono osservare cose interessanti, come i Gioielli della Corona, e una collezione di armi risalenti a vari periodi.



Il Tower Bridge abbellisce la città, così come Trafalgar Square, Piccadilly Circus con il suo traffico congestionato, il Covent Garden pieno di gente impegnata a mangiare, ridere, gridare, tutto allo stesso tempo. L'imponenza e la maestosità della Abbazia di Westminster e la Cattedrale di St. Paul si trovano ugualmente in pieno centro, e restando in tema di opere imponenti non si può non citare il Big Ben e London Eye, che dalla sua altezza regala una splendida panoramica della città.

Qualcosa che non non si può non citare è la favolosa rete di trasporti pubblici di cui dispone la città, in 3 giorni di visita non ci è mai successo di dover aspettare più di 2 minuti per salire su un mezzo pubblico, tutto funziona al 100%. Quello che colpisce molto è la quantità di videocamere a circuito chiuso in funzione; se hai degli sip scomodi, pensaci bene prima di sistemarteli...

La tensione della città si percepisce anche dal dispiegamento di forze dell'ordine e dai dispositivi di sicurezza posizionati su Downing Street -residenza del Primo Ministro- ognuno può trarre le proprie conclusioni.

venerdì 2 marzo 2007

Triste Bangladesh

TRISTE BANGLADESH
Il Bangladesh non è certamente una meta turistica, ottiene l’indipendenza dopo un’aspra lotta il 16 dicembre 1971. Il Bangladesh è diviso in 6 regioni: Rajshahi, Dhaka, Sylhet, Khulna, Barisal e Chittagong, e queste regioni sono a loro volta suddivise internamente. E’situato nel delta di un fiume, e le sue terre sono fertili ma vulnerabili alle inondazioni e alla siccità, ed è vittima di costanti inondazioni, cicloni e tornado.

Io ho avuto l’opportunità di visitare Dhaka, che è la capitale e la città più grande del paese. Dhaka è una città da pochi aggettivi, semplicemente perché non esistono parole per descriverla. Se dicessi che è caotica non la potresti immaginare lo stesso.
Il mio primo pensiero è che Dio non esiste, e se esiste si è dimenticato di passare per Dhaka, e ha dimenticato di regalargli un po’della sua bontà. Il Bangladesh è semplicemente un paese avvelenato.

E’ uno dei paesi più poveri del mondo, oltre ad essere uno dei più popolati. Ha una popolazione di 130 milioni di abitanti, per appena 144.000 km2, quindi 902 persone per km2! La speranza di vita di questi poveri uomini e donne non arriva ai 60 anni.

Se questo fosse poco, il Bangladesh soffre ogni anno l’arrivo di inondazioni, con le piogge vanno perduti i raccolti, e la gente diventa sempre più vulnerabile, le piogge si trasformano in un problema di sopravvivenza.

E se vi dico che è un paese avvelenato, non è solo una metafora, molte delle sue sorgenti di approvvigionamento dell’acqua per il consumo umano sono contaminate dall’arsenico. Il dato curioso è che negli anni ’70 diverse organizzazioni, tra le quali l’UNICEF, donarono milioni di dollari per la perforazione di pozzi d’acqua potabile, oggi l’OMS afferma che la metà dei 10 milioni di pozzi è contaminato con arsenico. L’esposizione all’arsenico causa effetti come irritazione stomacale, diminuzione dei globuli rossi e bianchi, irritazione dei polmoni, aumento della possibilità di sviluppare tumori, infertilità, aborti, problemi cardiaci e cerebrali, morte. Colpevoli? Forse si è tratta di un “piccolo” errore, non metto in dubbio la buona fede, ma dove sono le prove di laboratorio? Non sono mai state fatte le prove necessarie per verificare che si trattava di acqua per il consumo umano?

Il Bangladesh è un paese di sguardi persi, di sguardi che implorano un’elemosina che non arriva nemmeno ad un dollaro per mangiare, è un paese dove la fame si impadronisce dei bambini e degli adulti e li consuma lentamente. E’un paese con molti problemi, poche soluzioni e poche speranza.

Il Bangladesh è un paese per imparare a guardarsi interiormente…

 
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