lunedì 21 gennaio 2008

Venezuela: Canaima

Il Venezuela, porta del Sudamerica, è una terra dalla natura ricca, è un paese meraviglioso, con infinite attrazioni da offrire. Dal Nord al Sud, da oriente a occidente offre un ampio ventaglio di opportunità; dal relax e dalla pace, dalla tranquillità che la sua natura ci offre, fino agli sport estremi.
Il Venezuela ci offre montagne (al suo interno è presente la Cordigliera delle Ande), spiagge (tutta la parte orientale è caratterizzata da meravigliose spiagge, così come la zona centro-occidentale, ed inoltre l’Isola di Margarita, Los Roques, La Tortuga e tutti gli altri arcipelaghi molto spesso sconosciuti), gli Llanos (uno dei luoghi più rappresentativi del folklore venezuelano, le sue pianure, la loro meravigliosa fauna), Il Sud (dove nasce il Salto Angel, i suoi meravigliosi paesaggi, la sua foresta).

Insomma, il Venezuela è una terra meravigliosa, dove le montagne e le colline disegnano curve, dove il verde e l’ocra delle sue montagne contrasta con l’azzurro del cielo. E’ un luogo dove il sole bagna la terra e risveglia in essa i suoi colori più belli, tanto è vero che il verde e il celeste delle sue spiagge è più verde e più celeste. E’un luogo dove il sole illumina le pietre, e queste a loro volta illuminano il cammino e le acque. Qui sorge il sole e nasce una nuova speranza nella sua gente. Il Venezuela è una terra che ti invita a scoprirla, e io un po’alla volta cercherò di raccontarvela.

Questo è un post che speravo ardentemente di pubblicare, volevo raccontarvi qualcosa del mio amato Venezuela, ed ho atteso quest’ultimo viaggio per iniziare da un ricordo fresco e recente. Ovviamente al momento di scegliere quale è il luogo più bello della terra, unico e insuperabile, dirò sempre che in termini di bellezza non ce ne è nessuno che possa superarci. Il Venezuela è il luogo delle infinite varietà, ce ne è per tutti i gusti, avendo moltissimo da offrire. Inizierò da Canaima, che è stato per me un luogo di grandi e forti esperienze.

L’avventura comincia il 26 dicembre 2007, ed in quel momento non immaginavamo ancora quello che ci avrebbe atteso. Arriviamo a Ciudad Bolívar, e durante il giorno visitiamo le sue viuzze di pietra, la Piazza, la Cattedrale, la Casa de Angostura. Prendiamo un taxi per attraversare il Ponte di Angostura, struttura essenziale per le comunicazioni. Ciudad Bolívar ci ha lasciato una buona impressione. 27/12/07 Molto presto al mattino incontriamo lo staff di Sapito Tours, le cose non cominciano bene, io e il mio compagno dobbiamo viaggiare separati, in due aerei davvero piccoli. Dopo 45 minuti di volo arriviamo all’aeroporto di Canaima, anch’esso veramente piccolo. Paghiamo la tassa d’ingresso al parco, che in realtà ha un costo quasi simbolico, 3.000 Bs per i venezuelani e 8.000 Bs per gli stranieri.
Si presenta la nostra guida, Fernando, un indigeno pemón di 33 anni, davvero simpatico. Iniziamo il tour insieme al nostro gruppo, formato da una decina di persone; prima una passeggiata in curiara (piroga tipica), poi una camminata di 10-15 minuti, e poi nuovamente la curiara per circa 4 ore, con una pausa al Pozo de la Felicidad. Il viaggio è massacrante per il tempo che si passa seduti nella curiara. Il Carrao e il Churún, i due fiumi che bisogna navigare fino ad arrivare al Salto Ángel, sono molto tranquilli, ad eccezione di alcune rapide da superare grazie alla maestria delle guide. In ogni caso, nonostante la fatica, è un viaggio che sicuramente merita.
Durante la navigazione si può osservare la cascata un paio di volte, ma mai come quando si arriva a Isla Ratón o come quando dopo una camminata di circa un ora nella selva si arriva al punto panoramico, ed è in quel silenzio che puoi veramente comprendere il significato della parola IMMENSITA’. Si resta senza resprio due volte, la prima per la stanchezza della camminata, e la seconda per la vista, poiché da questo punto si può ammirare tutta la cascata. E’ un luogo per meditare e trovare molte risposte dentro te stesso.
La nostra avventura è stata davvero particolare, forse non era stato calcolato bene il tempo e nella discesa dal punto panoramico verso l’accampamento ci ha sorpreso la notte. La luce naturale ci permetteva di vedere al massimo a mezzo metro di distanza. Giunti al fiume ci siamo resi conto che il resto del nostro gruppo non era ancora arrivato lì, quindi non ci è rimasto altro da fare che attenderli nel buio totale per poi attraversare il fiume con la curiara per arrivare finalmente al nostro accampamento.
Stranamente nell’accampamento c’era sì un bagno con WC, ma mancava la doccia, così dopo una giornata massacrante non ci siamo potuti godere il meritato bagno, ed era già tardi per lavarci nel fiume. Quello che non mi aspettavo era la qualità della cena, veramente eccellente. Un enorme piatto di pasta, pollo arrosto e insalata, tutto squisito. Siamo poi andati a dormire nelle nostre amache, con il sottofondo del rumore del fiume, tutti molto vicini l’un l’altro.




28/12/07 Facciamo colazione presto, è stata una splendida esperienza quella di mangiare, dormire e persino lavarci i denti di fronte al Salto Ángel. Risistemiamo le nostre cose e iniziamo il nostro viaggio di ritorno in curiara, leggermente più rapido dell’andata grazie alla corrente del fiume a favore, ma sempre estremamente faticoso. Arriviamo al campeggio giusto per l’ora di pranzo al Campamento Anatoly, riposiamo un attimo e alle 2.00pm , con il sole alto iniziamo una fantastica escursione. Camminiamo dentro la foresta, senza incontrare né serpenti né ragni, la foresta è troppo grande per accorgersi di questi piccoli animali. Arriviamo alla cascata del Sapo (il rospo) e la attraversiamo, è incredibile, un muro enorme di acqua.
Ci racconta la nostra guida che questo è un posto sacro per gli indigeni e in effetti si può percepire la sua sacralità mentre lo attraversi e solo si sente il rumore della natura, lo spirito si purifica e l’anima si rinnova. E’ stata un’escursione veramente bella. Passiamo la nostra ultima notte al Campamento Bernal nell’Isla Anatoly, è un luogo molto confortevole, ampio, con enormi alberi di mango. L’accampamento ha poche stanze, e noi con largo anticipo avevamo deciso di prenotarne una ed è stata una scelta veramente azzeccata visto che abbiamo riposato benissimo.



29/12/07 Ci svegliamo presto e dopo la colazione ci informano che è possibile effettuare in aereo il sorvolo di 45 minuti del Salto Ángel a 250.000 bs, cioè 232 US$ a cambio ufficiale (90 US$-66€ a cambio parallelo), e così decidiamo di farlo. Ma grazie all’inettitudine e alla disorganizzazione della signora Elva Bernal, rappresentante di Sapito Tour, non riusciamo a concludere il tutto.
I voli non partono se non ci sono almeno 4 persone, ed inizialmente siamo solo io ed il mio compagno, ma a mezzogiorno circa si presenta una coppia di italiani che si trovano lì per un full day, disposta ad effettuare il sorvolo con noi. Ma giusto nell’istante in cui il pilota è pronto a partire, ci scarica perché il suo gruppo di passeggeri per Ciudad Bolívar è già lì. A quel punto chiediamo alla signora Elva di imbarcarci almeno su uno dei primi aerei per tornare a Ciudad Bolívar, ma le cose vanno esattamente al contrario, tutto il nostro gruppo originario è partito prima di noi, e la signora ci lascia lì in aeroporto ad aspettare l’ultimo aereo,che parte alle 4.50 di pomeriggio, quando il nostro programma diceva che la partenza era prevista per le 13-14. In pratica regna la disorganizzazione e la mancanza di interesse verso il turista, il prezzo del sorvolo varia da persona a persona visto che a un gruppo erano stati chiesti 230.000 bs e a noi 250.000 bs, è davvero un peccato che alcune delle persone che operano a Canaima non si rendano conto dell’importanza di un buon servizio, di un sorriso o di una semplice informazione.

Canaima è un luogo meraviglioso, vale la pena visitarlo, il Salto Ángel è una bellezza unica al mondo. Consiglio di informarsi bene prima di partire, prendere tutte le precauzioni del caso e scegliere un operatore turistico affidabile. Se volete andare, non abbiate nessun timore a contattarmi, sarò felice di darvi ulteriori dettagli sul viaggio.

sabato 19 gennaio 2008

Venezuela: Los Roques

02-01-2008 Proseguiamo…questa volta ci prendiamo una boccata di Caraibi. Un full day a Los Roques. Non ci sono parole, o sono comunque pochi gli aggettivi per descrivere un paradiso come questo. E’ semplicemente un luogo straordinario.




Tra le tonalità del cielo, dell’acqua e della sabbia ci si perde, è come stare in un sogno. L’unico avvertimento riguarda il sole, può diventare un nemico, è assolutamente consigliata un crema ad alta protezione.



Il nostro full day include il pranzo, ma oltre a questo ordiniamo un’aragosta, 46 US$ a cambio ufficiale. Il tempo è ideale per visitare Los Roques secondo me è tre giorni e due notti. Ho alcuni contatti per il soggiorno e per il volo da Caracas. Se avete bisogno di informazioni, contattatemi.

venerdì 18 gennaio 2008

Venezuela: Choroni

03-01-2008 Alle 7 di mattina prendiamo un taxi da Caracas a Maracay, poi un altro da Maracay a Choroní. Dopo due ore di curve e altre due ore bloccati in una fila causata da un incidente, arriviamo alla posada Bokaina che come direbbe Valentina Quinterno è un luogo “mágico y encantador”. Ha un giardino spettacolare, tutto verde di piante dalle varie tonalità. E’situata leggermente fuori dal caos di Choroní, dal reggeton e dalla folla di Playa Grande, una spiaggia che può ingannarti, la vedi tranquilla ma bisogna fare attenzione, è piena di bagnini che non distolgono l’occhio dai bagnanti avventurosi.
Passiamo il pomeriggio nella Bokaina sulle amache. La nostra cena è una delizia a base di pesce fritto. Ci abbandoniamo al relax e all’accoglienza del luogo. Non è difficile provare nostalgia per questi luoghi così piacevoli.

04-01-2008



Dormiamo meravigliosamente, la colazione è squisita e rilassante. Casualmente nella posada c’è Cesar, chef professionista, presente per organizzare la cena di fine e anno e per altri servizi; è lui che si incarica della cucina in questi giorni, e ci regala eccellenti menù presentati impeccabilmente.
Andiamo a Cepe in barca, si trova a 35 minuti, la spiaggia e bella ed accogliente, appena arrivati ci offrono il servizio di sedie, ombrellone e pranzo. Passiamo la giornata in relax, e anche se non c’è molto solo ci godiamo ugualmente la spiaggia.
Al ritorno passiamo per il molo con gli artigiani, facciamo una passeggiata a Puerto Colombia che è un disastro di gente e ritorniamo nella nostra paradisiaca posada.

05-01-2008 Ritorniamo a casa, quello che mi incuriosisce molto è capire il perché le persone dicono di essere state a Choroní per dire che sono state al mare, in realtà la spiaggia si trova a Puerto Colombia, Choroní è situata più all’interno e non si affaccia su nessuna spiaggia…Sarà una questione di costumi…

mercoledì 17 ottobre 2007

Finalmente vi presento Roma

Non è per nulla facile scrivervi su Roma, personalmente è la città più bella che ho visitato e viverci è per me un grande privilegio. Culla di imperatori, conquistatori, scrittori, pittori, poeti e artisti, tutti di un calibro ineguagliabile. Roma è una città che ti permette di camminare nel passato, camminare nelle sue strade di pietra è come sfogliare un libro di storia. Potrei scrivere un blog soltanto su Roma, sedermi e scrivervi è un compito difficile, ma ho già la soluzione: in questa occasione vi parlerò soltanto di Roma in maniera introduttiva e più in avanti scopriremo dettaglio dopo dettaglio questa meravigliosa città…
Capitale d’Italia, Roma si trova nella regione Lazio, considerata la regione centrale d’Italia. Roma è una delle principali destinazioni turistiche al mondo, secondo alcune statistiche riceve più di dodici milioni di visitatori l’anno…

Parlando di Roma ci sono alcuni proverbi curiosi che la collocano al centro dell’attenzione:

-Preguntando se llega a Roma.-Tutte le strade portano a Roma.-Hablando del Rey de Roma y el que se asoma.-Roma non è stata costruita in un giorno.
-Roma caput mundi
-Cuando a Roma fueres, haz como vieres.
Per il momento ricordo solamente questi...
Roma fu fondata il 21 aprile del 753 a.C da Romolo e c’è una bella leggenda che ingentilisce la fondazione della città ed è collegata proprio dal suo fondatore e a suo fratello gemello Remo. I due furono abbandonati sulle rive del fiume Tevere affinché morissero annegati, ma grazie al destino si salvarono e sopravvissero grazie ad una lupa che li allattò. E da allora la lupa con Romolo e Remo sono il simbolo della città.
Il periodo della fondazione di Roma inizia con la monarchia fino al 509 a.C., anno in cui inizia la Repubblica che si protrae fino al 27 a.C.; è un periodo importante e complesso, si creano nuove leggi, la Magistratura, il Senato - attualmente il Senato in Italia è chiamato proprio Senato della Repubblica. L’impero nasce alla morte di Giulio Cesare, che governava in modo dittatoriale la Repubblica, venne creato da Augusto, che fu il primo imperatore di Roma. Questo periodo è di somma importanza, perché è l’epoca di maggior estensione della (dato wikipedia): dall’Oceano Atlantico fino al Mar Nero, al Mar Rosso, al Golfo Persico, dal deserto del Sahara al sud fino alle terre boscose del Reno e del Danubio, alla frontiera con la Caledonia al Nord. La sua superficie massima stimata è di 6,14 milioni di km². Si tratta di un tema affascinante, una civiltà che ha segnato la storia, di cui ancora oggi è possibile ammirare le tracce.

Le principali vie di comunicazione della Roma Antica sono ancora oggi le vie principali di Roma e d’Italia, senza dimenticare le altre opere che realizzarono i romani in Francia e Germania. Queste vie sono: Via Appia, Via Flaminia, Via Aurelia, Via Cassia,e Via Tiburtina. Allo stesso modo gli acquedotti costruiti dagli antichi romani sono tuttora in usi, e numerosi monumenti, quasi intatti, rappresentano i tesori dell’Antica Roma.
Spero di potervi presentare e descrivere nel miglior modo possibile questa meravigliosa città… Inizierò dal Colosseo che è stato recentemente nominato una delle meraviglie del mondo moderno.

martedì 16 ottobre 2007

Il Colosseo

Il Colosseo è una delle opere più rappresentative dell’arte romana, e fu il simbolo della grandezza e del potere. Venne inaugurato nell’80 d.C. sotto il regno di Tito, e fu battezzato con il nome di Anfiteatro Flavio, e fu creato per contenere fino a 109.000 spettatori. E’ alto 57 metri e un raggio massimo di 188 metri, con una circonferenza di 527 metri, al suo interno sono presenti enormi corridoi per l’entrata e l’uscita. Il luogo in cui si svolgevano le battaglie era formato da sabbia poggiata su una struttura in legno, nella cui parte sottostante erano presenti varie e stanze che rappresentavano il luogo in cui si preparavano i protagonisti degli spettacoli, tra i quali i più frequenti erano i combattimenti dei gladiatori, che diventavano o eroi o cadaveri.

Poco tempo fa il Colosseo ha ricevuto il titolo di una delle sette meraviglie del mondo moderno, e merita pienamente questo riconoscimento, se non mi credete ve ne convincerete quando vi troverete di fronte a quest’opera maestosa che ha resistito al passare degli anni.

Serie televisive come Roma o film come Il Gladiatore ci riportano ad un lontano passato che cerca di ricostruire i costumi e le tradizioni dell’epoca per darci l’idea di come funzionava questa meravigliosa civiltà, e queste sensazione vengono rivissute trovandoci davanti al Colosseo, magari toccandone un muro e chiudendo gli occhi, immaginarci tra la folla, osservando lo spettacolo tra i gladiatori ed un leone…Probabilmente il leone sarà più difficile da immaginare, mentre i gladiatori passeggiano fuori dal Colosseo e per qualche euro puoi farti una foto con loro.

Durante la Settimana Santa il Colosseo è il punto di incontro delle diverse rappresentazioni religiose. E’anche simbolo di speranza, per esempio il passato 4 aprile venne illuminato in segno di speranza per l’approvazione della moratoria contro la pena di morte nel mondo, e ogni volta che un paese cancella la pena di morte, o ogni volta che si evita un’esecuzione, il Colosseo accende le sue luci…
Il Colosseo è anche il punto d’incontro di molte marce e proteste, che si tratti di manifestazioni politiche o del Gay Pride che passa di fronte al monumento e sorprende i turisti che da dentro al Colosseo vedono passare l’animata marcia. La passata estate, oltre al Gay Pride, davanti al Colosseo c’è stata una protesta chiamata baci gay, proprio perché una coppia omosessuale è stata arrestata per essersi “baciata” di fronte al monumento, e proprio la strada di fronte al Colosseo è stata rinominata Gay Street…cosa avrebbero detto i romani?

Per concludere, l’entrata al Colosseo dall’ultima domenica di marzo al 31 agosto è dalle 9.00 alle 19.30, a settembre chiude alle 19.00, ad ottobre alle 18.30, dal 15 novembre alle 16.30, dal 15 febbraio al 15 marzo alle 17.00 e dal 16 marzo all’ultimo sabato di marzo alle 17.30. I biglietti d’ingresso sono venduti fino ad 1 ora prima della chiusura. Costano 9.00€ e possono essere prenotati via internet pagando un piccolo extra, evitando così le lunghe code. E se si è fortunati si può visitare qualche esposizione al suo interno, sfruttando oltre al Colosseo anche l’ambiente di arte e di cultura che si vive a Roma.

giovedì 27 settembre 2007

Barcellona

Per molti Barcellona rappresenta una delle città più belle di Spagna. Ed effettivamente hanno ragione, dopo averla visitata ho deciso di unirmi al gruppo degli estimatori di questa incantevole città. Iniziamo dalla sua meravigliosa ubicazione geografica, che è perfetta, situata sulle rive del mar Mediterraneo e questa già di per sé è molto significativo visto che le città di mare sono solitamente incantevoli e misteriose. La sua posizione le conferisce un clima ideale, l’estate è calda e gli inverni sono miti, quindi non esiste un caldo torrido e un inverno rigido.
Quello che mi fa innamorare di Barcellona è la sua architettura, non bisogna dimenticare che è conosciuta come la capitale del Modernismo, ed essendo la culla di Gaudì si può capire il perché raggiunse questo genere di appellativo. Durante il nostro breve soggiorno non abbiamo avuto modo di visitare tutte le opere di Gaudì, abbiamo visto soltanto la Casa Ballò, la Sagrada Famiglia e il Parque Güell, che sono tre opere meravigliose.
Appena entrati nella Casa Batlló, la prima cosa che ti viene in mente è che Gaudì fosse in preda ad allucinazioni, ed in effetti questa è considerata come una delle case più bizzarre d’Europa. Ogni elemento che costituisce la casa è stato studiato e ha una funzionalità specifica, ad esempio per la circolazione dell’aria o per l’illuminazione. Non esistono linee rette, tutto è leggermente ondulato, ogni onda rievoca la natura, l’acqua, l’aria, il vento e la luce. I colori sono straordinari, caldi ed armoniosi, niente in questa casa disturba la vista. Questa costruzione fu realizzata tra il 1905 ed il 1907,e ancora oggi emergono i suoi elementi modernisti, ci si può immaginare come fu in quell’epoca.



La Sagrada Familia si presenta semplicemente come un grande assurdo, sono più di 100 anni che lavorano alla costruzione Templo Expiatorio della Sagrada Familia, nome completo dell’opera più rappresentativa di Gaudí. Nel 1883 Gaudí riceve l’incarico di proseguire l’opera che era appena agli inizi. Egli modificò completamente il progetto originario e dedicò 43 anni della sua vita a quest’opera

Qualcosa che devo segnalare e che ha attirato molto la mia e quasi sicuramente anche la vostra attenzione, è che Gaudì era sempre presente durante i lavori perché modificava incorso d’opera i progetti mentre l’opera avanzava, praticamente i progetti non erano altro che una guida e non il piano definitivo della costruzione. Durante la Guerra Civile spagnola i progetti e le bozze andarono persi e attualmente gli architetti incaricati di terminare l’opera si ispirano alle idee di Gaudì, ma non seguono direttrici o piani specifici.


Il progetto originale contemplava 95 mts di lunghezza e 60 di larghezza per una capienza di 13.000 persone. Con una torre centrale di 175 metri di altezza che rappresenterà Cristo, e altre 17 torri con un’altezza superiore ai 100 metr, 12 delle cuali dovevano rappresentare i 12 apostoli, 1 la Vergine aria e le altre 4 gli evangelisti, il completamento dell’opera è previsto per il 2026. Quindi un grande capolavoro che ha dato all’autore il titolo di Architetto di Dio, tanto che dal 2000 il Vaticano studia la sua possibile canonizzazione.

Il Parque Güell è un giardino che si caratterizza per le opere architettoniche di Gaudì, la piazza centrale è immensa, e i suoi confini sono costituiti da una grande panchina, tutto è colorato, la vista è spettacolare, la prima cosa che si osserva è la Sagrada Famiglia e la Torre Agbar, e più lontana la costa di Barcellona. Nella parte bassa di questa piazza è situata la
Sala Hipóstila o Sala delle 100 Colonne, anche se ce ne sono soltanto 86. Il tetto ha 4 decorazioni che rappresentano le stagioni dell’anno. All’ingresso principale del parco c’è una grande salamandra in ceramica multicolore e due case, anch’esse realizzate da Gaudì.

La Font Magica è uno spettacolo in cui l’acqua insieme alla musica e alle luci ti fanno credere di vedere uno spettacolo pirotecnico. Da ottobre alla fine di giugno è attiva dalle 19.00 alle 20.30, da giugno a fine settembre dal giovedì alla domenica dall 21.30 alle 23.30. Questa fontana nasce nel 1929 in occasione della Exposición Internacional di Barcellona, e nel 1992 risorge nuovamente per i giochi olimpici.




Barcellona è un luogo in cui la gastronomia diventa un piacere divino e in cui i palati più esigenti sono soddisfatti. Una cosa che mi ha sempre colpito degli spagnoli è l’orario “assurdo” che hanno per mangiare, il pranzo è tra le 14.00 e le 16.00 e non esiste la cena prima delle 21.00. Tuttavia questo rappresenta un vantaggio per i turisti abituati ad orari più anticipati, perché non dovranno fare la fila che si forma davanti a molti ristoranti. Le tapas mi piacciono moltissimo, e per me valgono una cena, accompagnata da una birra alla spina, o caña. Un piatto di prosciutti iberici e un piatto di formaggi, qualcosa di semplice, ma speciale. Per pranzo una Paella Parellada nel Restaurant Set (7) Portes (Passeig d'Isabel II 14, Barceloneta) o una Zarzuela 7 Portes. Semplicemente cibo divino…e per dolce una crema catalana o un Mel i mató... Delizioso.

Le Festes de la Mercé, è la festa popolare di Barcellona, si celebra il 24 settembre ed è una settimana in cui Barcellona si veste da festa, balli tradizionali risalenti alle origini della cultura catalana, Dracs e Diables che sono una specie di draghi e diavoli che ballano per la città con fuochi artificiali nella bocca, che rappresenta sia il male sia la rinascita, Giganti che percorrono la città, concerti, esposizioni, etc..Abbiamo avuto la fortuna di capitare a Barcellona durante questa festa e ci siamo divertiti molto, quando Barcellona è in festa è una città che non dorme.

Ricordate che la mia esperienza è stata di un solo fine settimana, non credete che Barcellona sia solo questo, c’è molto più…ritornerò sicuramente a Barcellona. E voi? Siete motivati?
Beh, per concludere vi lascio un piccolo video dell’ambiente barcellonese durante la festa della Mercé. Con musica e tutto!

mercoledì 5 settembre 2007

Valentino

Chi non conosce Valentino? Più che un disegnatore di moda molti lo definiscono un artista…Valentino Garavani è lo stilista più famoso d’Italia e uno dei più apprezzati al mondo. Chi non trasformerebbe il proprio corpo in un vestito di questo grande disegnatore?
Non esiste una donna ricca che rinunci ad un vestito di questo grande maestro.

E per Celebrare i suoi 45 anni di lavoro, e il suo commiato dal mondo della moda l’Ara Pacis presenta: "Valentino a Roma: 45 years of style", questa mostra presenta le opere più significative del Couturier, tra le quali il primo vestito rosso creato da Valentino. Questo stilista è conosciuto come il padre del rosso, tanto che esiste il colore rosso Valentino. Nella mostra è possibile ammirare gli abiti che furono realizzati per Sarah Jessica Parker, Eva Mendes, Uma Thurman, Claudia Schiffer e Sofía Loren tra le altre. Vi lascio le foto. Godetevele.

 
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