venerdì 31 agosto 2007

Sudafrica: vivendo un sogno

INTRODUZIONE
Dopo mesi di preparazione e giorni di attesa saliamo sull’aereo che da Atene ci porterà a Johannesburg. Le inquietudini e le emozioni sono intense, finalmente è giunta l’ora di partire. Questo viaggio nasce da una conversazione, da una risposta spontanea:
- Cosa facciamo ad agosto? Dove andiamo?
- Io un po’per scherzo parlo di uno dei tanti sogni:- Facciamo un safari! Africa!

E così nasce questo viaggio, lo abbiamo costruito poco a poco, non ce lo hanno venduto, è nato da un sogno.
Il primo passo è stato decidere quale paese dell’Africa, e dopo molti ragionamenti la prima e unica proposta è stata il Sudafrica, dopo abbiamo fatto la proposta ai miei suoceri che hanno accettato di fare il viaggio insieme a noi, poi abbiamo comprato i biglietti, e da lì una lunga lista di prenotazioni…parchi, hotels, auto, voli interni, etc…

SUDAFRICA
Situata all’estremo meridionale del continente, il Sudafrica confina con Namibia, Botswana, Zimbabwe, Mozambico e Swaziland, e al suo interno si trova il regno del Lesotho.
Anche se molti credono che la capitale sia Johannesburg, in realtà il paese ha tre capitali: Pretoria, Bloemfontein e Città del Capo. Questo meraviglioso paese è la prima potenza del continente e fa parte dei paesi sviluppati.
Alcuni dei giacimenti paleoantropologici più antichi del pianeta si trovano in queste terre. I primi europei in Sudafrica furono i portoghesi nel 1487, poi gli olandesi che nel 1652 si installarono nella costa del Capo, e nel 1797 arrivano gli inglesi, mentre nel 1833 è abolita la schiavitù. I giacimenti di oro e diamanti furono una delle cause della prima e seconda guerra boera.

Il Sudafrica ha una superficie d1 1.219.080Km, il clima è variabile, da temperato al Sud, subtropicale al Nordovest, fino a semi-arido ad occidente. Ha una flora e una fauna molto ricca e varia, tuttavia questa biodiversità è minacciata sia da specie alloctone sia dalla scarsità d’acqua.
Culturalmente no si può stabilire un’unica cultura rappresentativa dei sudafricani, al contrario la musica, l’arte e la gastronomia si sono arricchite con l’influenza di altre culture. L’unico aspetto negativo è che come conseguenza dell’apartheid lo sviluppo culturale non è stato uguale per tutti i gruppi razziali ed etnici presenti nel paese, fortunatamente è qualcosa che sta cambiando definitivamente, la cultura nera acquisisce maggiori spazi e ha più influenza.

Una delle città più importanti è senza dubbio Johannesburg, conosciuta anche come conocida también como Jo'burg, Jozi o JHB, è chiamata la città globale, è una delle città più grandi del mondo. Fondate nel 1886 Jo'burg è stata lo scenario della maggior parte della storia del Sudafrica, per esempio Soweto ha fornito al mondo due premi Nobel per la Pace: Desmond Tutu - 1984 e Nelson Mandela 1993. Sfortunatamente in questa occasione Jo'burg è restata fuori dal nostro itinerario per questioni di tempo, ma questo è uno stimolo per ritornare.
Questo viaggio lo abbiamo vissuto in diverse tappe, e lo presenterò nel blog allo stesso modo:
Sudafrica I: Parco Nazionale Kruger - Sudafrica II: Parco Nazionale Kalahari - Sudafrica III: Città del Capo.

Nostro itinerario:
04-08-2007 Roma-Atene-Jo'Burg
Jo'Burg-Kruger: 440Km
Kruger: 500Km
Kruger-Jo'Burg: 440Km
Jo'Burg: aereo per Upington
Upington-Kalahari: 260 Km
Kalahari: 450Km
Kalahari-Upington: 260Km
Upington-Città del Capo: 900Km
Città del Capo: 450Km
Città del Capo: aereo per Jo'Burg
18-08-2007: Jo'Burg-Atene-Roma

giovedì 30 agosto 2007

Sudafrica I: Parco Nazionale Kruger

Il Parco Nazionale Kruger ha una dimensione di 350 km di lunghezza e 60 km di larghezza, può quindi essere considerato un “piccolo stato”, che confina a Nordest con Zimbabwe e Mozambico, e a Sudest con due province sudafricane: Mpumalanga e Limpopo.
Nel 1927 il Kruger viene inaugurato come il primo parco nazionale del Sudafrica, all’inizio il numero di turisti non era considerevole, tuttavia poco il loro numero cominciò pian piano a salire e attualmente ci sono più di 1,25 milioni di visitatori all’anno. In questo parco la natura segue il suo corso dopo che nel 1960 l’uomo intervenne in buona fede, aumentando le pozze d’acqua per aumentare il numero degli animali, ma ciò produsse uno squilibrio perché aumentò il numero dei predatori e diminuì il numero delle antilopi roane, una specie facile da cacciare.
Il Parco Nazionale Kruger possiede una flora ed una fauna molto ricca: 1982 specie di piante, 517 specie di uccelli e 147 specie di mammiferi

Secondo le cifre del Kruger del 2005:

Bufali: 31.060 - Rinoceronti: 6.950 - Leopardi: 1.000 Elefanti: 12.470 - Zebre: 21.100 - Leoni: 2.000Giraffe: 6.700 - Kudu: 6.700 - Ghepardi: 200 Gnu: 12.000 - Impala: 101.000 - Licaoni: 350 Iene: 2500

Questa più o meno è una lista di ciò che possiamo osservare, la frequenza e la facilità di avvistare un animale, ma la fortuna, il periodo e l’orario contano molto, per esempio è molto più facile avvistare i felini durante la notte che durante il giorno.

Per arrivare al Kruger National Park da Jo’burg bisogna prendere la R215 per Boksburg, dopo la N12 per Witbank fino ad arrivare alla N4 con direzione Est, dopo un lungo tratto bisogna immettersi su una strada con direzione Waterval Boven, si arriva a Nelspruit, si prosegue sulla N4 fino ad arrivare a Malelane, a 3 km dal paese c’è il Malelane Gate che è la porta Sud del parco.

05/08/07Il nostro primo campo è stato Berg-en-dal, situato a 12km dall’ingresso, il primo animale che abbiamo avvistato è stato un impala, degno in quel momento di una fotografia e di ammirazione per essere stato il primo animale visto, poi con l’avanzare del viaggio diventerà un “semplice” impala. Più avanti un rinoceronte, una mandria di bufali, elefanti, e così poco alla volta abbiamo scoperto la meravigliosa fauna del Kruger.
Il campo di Berg-en-dal è ben equipaggiato, dispone di un bar, un internet point, un mini-mercato ben fornito, e un ristorante molto accogliente.
In questo campo, così come in tutti gli altri, le porte chiudono alle 18.00 e aprono alle 6.00 am, l’unico modo per stare fuori dal campo sono le escursioni organizzate dal Parco. L’ingresso ai campi recintati hanno un cancello e recinzioni elettrificate che garantiscono la sicurezza dentro al campo, la cosa curiosa è che quel giorno c’era un foglio attaccato in sui si informava che era stato avvistato un leopardo dentro al campo e che era necessario prendere le dovute precauzioni.

06/08/07 Sveglia: 05.30am
Dopo esserci preparati rapidamente usciamo dal campo seguiti dal ruggito di un leone che si ascoltava dal campo, non lo abbiamo visto, ma in cambio abbiamo osservato mandrie e mandrie di kudu, zebre ed elefanti.
Il kudu è un’antilope africana che può pesare fino a 250 kg il maschio e 180 chili la femmina, vivono sempre in piccoli gruppi, le corna del maschio sono molto particolare e sono il simbolo che rappresenta Sanparks, che è il sito ufficiale dei parchi nazionali del Sudafrica.
Nel corso della nostra passeggiata mattutina abbiamo incrociato un americano che stava osservando un leopardo, e ci ha indicato dove si trovasse, in realtà non è per niente facile avvistare gli animali, bisogna avere gli occhi ben aperti e un po’di pazienza. Proseguiamo il nostro cammino, continuando ad incontrare animali: ippopotami, elefanti, giraffe… Un paesaggio intero da godere, la fauna che cambia, la terra che cambia colore, i centinaia di uccelli che cantano, differenti specie di antilopi. Qualcosa che bisogna tenere ben presente è che durante il percorso non si può scendere dall’auto ne sporgersi dalla finestra. Sono le regole e bisogna rispettarle.

La notte del BIG FIVE:
Abbiamo deciso di fare un’escursione notturna, completamente equipaggiato per il freddo saliamo su una specie di jeep aperta. Prima di partire ci dicono che non è garanti che vedremo i 5 grandi, cioè: elefante, rinoceronte, bufalo, leopardo e leone. Noi aggiungiamo un sesto, l’ippopotamo, un animale di tali dimensioni bisogna considerarlo uno dei grandi. Comincia a tramontare, sono più o meno le 5.30 di pomeriggio, è l’ora perfetta per osservare gli animali, mentre passa il tempo il freddo comincia ad aumentare…Vediamo un grande elefante con il figlio, il sole bagna la sua enorme massa grigia ed è un’occasione per scattare una foto spettacolare.
Qui nel Kruger gli animali vivono nel loro habitat però anche così sono abituati alla presenza dell’uomo, a volte sembra quasi che posino per una foto.
Lo spettacolo successivo è un ippopotamo che si immerge in una pozza d’acqua e riesco a catturarlo a bocca aperta…Avanziamo poco alla volta, nel pieno della notte proseguiamo il cammino, sul ciglio della strada un leopardo si lascia osservare per alcuni istanti.

Un famiglia di rinoceronti, un consiglio in tutte le guide è di non metterti mai tra un rinoceronte e la sua prole, questo animale arriva a pesare 1.500 kg cosicché potrete immaginare la forza di cui dispone. Sono già passate 3 ore, inizia il ritorno, non speravamo di incontrare il Re della foresta…Sorpresa…
A pochi metri da noi, buttato a terra, un leone…un vero spettacolo, lo osserviamo per alcuni minuti…e ora, sì, soddisfatti, ritorniamo al nostro campo.


Il nostro campo è il Crocodile Bridge, abbiamo delle tende spettacolari; il suo nome deriva dal fatto che si trovi vicino al Crocodile River, è un campo ben ubicato per osservare i Big Five, ippopotami, facoceri, etc…Senza muoverci dal campo, solamente lì seduti di fronte alla nostra tenda, c’è un gran paradiso. I bagni e la cucina sono in comune, tutto è impeccabile ed organizzato. 20 punti all’amministrazione e organizzazione di Sanparks.

07/08/07. sveglia 6.00 am
Dal Crocodile Bridge ci dirigiamo verso il nostro prossimo campo, Skukuza, decidiamo di percorrere una via alternativa rispetto alla principale, con la speranza di avvistare più animali, non è stata una cattiva idea, osserviamo zebre, impala, un paio di rinoceronte che scappano a tutta velocità dopo averci visto, fa molto ridere vedere questa massa enorme che corre. Tutta la mattina scorre tra elefanti, ippopotami, giraffe, zebre. Una mandria enorme di elefanti distrugge tutto quello che incontra sul cammino, attraversa la strada senza vedere, gli spaventati siamo noi…

L’animale più strano per me è l’ippopotamo, questa massa immensa dai movimenti lenti che si immerge e lascia soltanto bollicine nell’acqua, quando cammina sembra un’immensa pietra che si muove. Che vita difficile!


Lungo il percorso decidiamo di fare una sosta a Lower Sabie per bere qualcosa e riposare un po’, perché è stancante stare sempre in auto, questa foto è la vista da questo campo.



Poi arriviamo al nostro campo, Skukuza, è il campo più grande del Kruger, e come in tutti gli altre anche qui regna l’ordine e l’organizzazione. L’unico pericolo di questo campo sono le scimmie, devi fare attenzione con l’auto, chiudere tutto bene e non lasciare nulla fuori, perché se lasci qualcosa, scordalo, già ha un altro padrone…




La sera ceniamo nel ristorante del campo “Selati Train Restaurant”, una grande esperienza gastronomica, per antipasto: “Crocodile Termidorius” e piatto forte il kudu, presentato in una maniera molto particolare, una specie di spiedino con carne di kudu, pesche, peperoni…Un’ottima Castle che è una birra sudafricana
08/08/07 Sveglia 06.20 am Oggi con molta più calma ci siamo organizzati e ci regaliamo una colazione sudafricana:
2 uova fritte, 1 salciccia tipica, pancetta, patatine fritte, pane tostato, senza alcun dubbio il miglior modo per iniziare il giorno.
Dopo questa buona colazione siamo pronti per partire, la nostra ultima notte nel Kruger la passeremo al "Tamboti Tented Camp". Si tratta di circa 130 km di strada. Durante il percorso assistiamo ad una scena meravigliosa: un leone sui resti di quella che era una zebra e due femmine sdraiate. E’ veramente difficile fare foto e visualizzare la scena, gli animali si camuffano molto facilmente con la natura circostante. Vicino alla scena due avvoltoi pazienti attendo il loro turno per entrare in azione.
La nostra ultima notte la passiamo al "Tamboti Tented Camp", un campo molto speciale, delle specie di capanne situate di fronte al letto di un fiume secco dove è possibile veder passare gli animali. E’ la prima notte che sento veramente freddo, 4°, l’unica cosa buona è che fuori dalla capanna la temperatura è la stessa, non c’è pericolo di sentire più freddo.





09/08/2007 Sveglia 05.30am.
Addio Kruger, lasciamo il parco all’alba, il sole che inizia a sorgere bagna il paesaggio, tutto si riempie di diverse tonalità di oro, marrone, verde…
Il nostro viaggio prosegue per Jo'burg, ma con due soste: Blyde River Canyon e Lisbon Falls...
Questo è stato il nostro percorso di 500 kms all’interno del Kruger National Park.

mercoledì 29 agosto 2007

Sudafrica II: Parco Nazionale Kalahari

10/08/2007
Sveglia 04.30 am
Ci dirigiamo all’aeroporto per prendere il volo per Upington. Una volta ad Upington compriamo i viveri necessari per i giorni nel Kalahari. Da Upington al Kalahari sono 260 km, gli ultimi 60 km sono di sterrato, bisogna sgonfiare le gomme per adattarle al terreno ed inserire le 4 ruote motrici.





Il nostro primo campo è il “Twee Rivieren” e il Kgalagadi o Kalahari come anche il Kruger si trova sotto la stessa amministrazione di Sanparks. Tutto perfettamente organizzato, il personale della reception ci attendeva per darci il benvenuto e fornirci tutte le indicazioni.
Per uscire dal campo è necessario avvisare la reception e indicare l’itinerario del giorno. La nostra idea era di fare un giro di 75 km, però era un giro piuttosto lungo per il poco tempo che avevamo, perché il campo chiude alle 18.30 e la velocità permessa è di 50 km/h. Così ci siamo accontentati del tempo che avevamo a disposizione e del benvenuto del Kalahari. E’ spettacolare.

Il Kalahari è un deserto, raggiunge i 500.000 km² come parco, il 70% si trova nel Botswana e il resto in Zimbabwe, Botswana, Namibia e Sudafrica. Il suo nome deriva da Kgalagadi che in lingua setswana significa “grande sete”. Il Kalahari non è completamente un deserto, alcune zone ricevono piogge durante l’anno e ciò permette alla vegetazione di crescere. Le temperature in estate vanno dai 20 ai 40° e in inverno le notti sono gelide, la temperatura scende anche sotto lo 0°, ma durante il giorno varia tra i 20 e i 25°.
La fauna in paragone a quella del Kruger è diversa, quindi la prospettiva con cui intraprendere la visita di questo parco è diversa: ci sono meno persone nel parco, il paesaggio è più aperto, e regna il silenzio.

Nel nostro primo mezzo pomeriggio incontriamo un orice, è un’antilope veramente strana, soltanto le corna possono misurare un metri, avvistiamo anche una mandria di gnu azzurri, e struzzi che non abbiamo visto nel Kruger. La nostra passeggiata termina con una scena da film: un leone insieme ad una femmina sulla cima di una collina, con il sole che tramonta dietro di loro, una scena veramente imponente.






11/08/2007 Sveglia 06.30 am Il campo apre le sue porte alle 7.00am, prendiamo la strada in direzione "Kalahari Tented Camp" siamo gli unici lungo il cammino ed decido di abbandonarmi al paesaggio, perdermi nelle sfumature della sabbia del deserto che cambiano colore al passare delle ore e il sole sale sempre più in alto. Il Kalahari è lì, quieto, immobile, ti regala la sua pace e il rumore del vento che porta con sé il rumore degli animale che si rifugiano al suo interno. Questo è un luogo magico che ti avvolge, di prega di essere paziente e di svegliare i 5 sensi, stare all’erta ma rilassati, lasciarsi catturare da tutto l’ambiente; rumori, odori, colori…Un’aria che ti purifica il corpo, l’anima, ti impregna lo spirito lasciandoti con più voglia…voglia d Kalahari.

La nostra tenda è bella, si trova di fronte ad una pozza d’acqua e alcune antilopi, struzzi e gni a turno devono l’acqua lì contenuta. Sono le 3 di pomeriggio, il sole scalda ma una brezza ci accarezza. Le antilopi so proteggono dal sole sotto l’ombra di un albero vicino alla nostra tenda, sono attente, qualsiasi rumore le allarma. Gli scoiattoli giocano a pochi metri da noi e in cambio di qualcosa da mangiare prendono confidenza con noi. L’ora di dormire è fatale, tutto scurissimo, non ci sono raggi di luna, solo le stelle e la via lattea illuminano il cielo. Dai 27 gradi del giorno passiamo ai 3 della notte, è difficile riuscire a dormire.

12/08/2007 Despertador 06.30
E’completamente buio, mentre ci prepariamo albeggia, dobbiamo percorrere molti chilometri per arrivare al nostro ultimo campo, Bitterpan Wilderness Camp, prima bisogna passare per Nossob e lì bisogna fare il check-in, poi percorrere 54 km solo 4x4 per arrivare a Bitterpan.
Non so se è perché è il nostro ultimo campo, ma Bitterpan è spettacolare, è il campo che più mi piace. Ci sono appena 4 capanne, ognuna per due persone, hanno il bagno privato e l’acqua calda nel mezzo del deserta. Una cucina per tutto il campo, perfettamente attrezzata.
In questo campo godiamo di una vista meravigliosa. C’è un punto panoramico a circa 7 metri di altezza che ti permette di osservare il panorama, un grande lago prosciugato di fronte alle capanne, e una pozza artificiale dove si avvicinano gli animali per bere, la vista si perde nel paesaggio, è un luogo unico e speciale immerso nella natura, la forza del deserto ti colpisce, ti ruba il respiro per penetrarti nel cuore e fermarsi lì dentro. Ti fa sentire insignificante e minuscolo. La cosa che ti incanta di questo luogo non è solo vedere gli animali, ma soprattutto godere dell’ambiente nel quale si è immersi. L’alba è potente, il sole si impadronisce di tutto, trasforma tutti i colori, il rosso si veste di varie tonalità, i colori sono più intensi. Al tramonto succede l’opposto, tutto perde brillantezza e luce fino all’arrivo della notte.Il sole è una fonte importante di energia, le pozze d’acqua artificiali funzionano ad energia solare, così come l’acqua e la luce dei campi.



13/08/2007 Sveglia 06.30Ci svegliamo all’alba, e con nostalgia lasciamo il campo, decidiamo di percorrere l’itinerario più corto, perché oggi è un giorno pesante, bisogna percorrere almeno 740 km per raggiungere la prossima destinazione. Stiamo con gli occhi ben aperti per avvistare gli ultimi animali all’interno del Kalahari. Più o meno gli stessi animali che avevamo già visto, con la sorpresa di osservare una iena. Più tardi incontriamo un gruppo di sciacalli, e ci sembra strano perché non li avevamo mai visti in gruppo, ma sempre solitari. Questo animale possiede un ottimo olfatto, può percepire una carogna da 5 km di distanza.

La grande sorpresa!!! Un leone e due leonesse a banchetto: un piccolo gnu. Sono molto attenti a tutti i movimenti, ma non mostrano aggressività né verso di noi né verso le altre auto che presenziavano la scena. Stanno mangiando, il maschio si allontana leggermente, prende un po’di sole e si pulisce le tracce di sangue, la sua criniera è bellissima, è senza dubbio un animale potente. Una leonessa vigila mentre l’altra termina di mangiare, possiamo sentire come frantuma le ossa, siamo veramente vicini, è un grande spettacolo che ci regala il Kalahari. La leonessa che vigila si ritira, e si avvicina il leone, si accarezzano, si toccano e continuano ad osservarci. Gli sciacalli sono vicini, ma si mantengono a distanza. Il leone si alza e se ne va, lo perdiamo di vista, ma ascoltiamo costantemente i suoi ruggiti.
Le leonesse continuano a stare lì, controllano la situazione, forse percepiscono il nostro timore, sanno che sono loro ad avere il potere, ti fanno sentire inferiore…ci osservano, quasi in gesto di sfida, noi ci limitiamo ad osservare e ad abbassare e alzare il finestrino a gran velocità.
Lasciamo il Kalahari, percorriamo i primi 260 km, arriviamo ad Upington e cambiamo auto visto che non sarà più necessario un 4x4. Pranziamo rapidamente e proseguiamo, 480 km su una strada completamente dritta, niente a destra e niente a sinistra…la vista si perde, ma bisogna impegnarsi per arrivare nel Namaqualand e proseguire il nostro viaggio.
Finora una grande esperienza…

martedì 28 agosto 2007

Sudafrica III: Città del Capo

Città del Capo è una delle città più visitate del Sudafrica, geograficamente è considerata tra le città più belle del mondo, ed è effettivamente così. Si trova sul mare, e ha le Table Mountains come copertura, il porto è spettacolare ed in generale è una città che ha molto da offrire.
Fu fondata dagli olandesi nel 1652, ma furono i portoghesi i primi a toccare questa terra, anche se furono gli olandesi a stabilirsi lì e a sviluppare l’economia, in realtà si trattò di un processo lento, visto che non vi era manodopera adeguata perché la popolazione locale, i san e i khoikhoi rifiutavano ogni rapporto con gli olandesi. Questi ultimi si videro quindi obbligati ad importare gli schiavi dal Madagascar, dall’Indonesia e dalla Malesia, in questo modo cominciarono a mischiarsi tra loro e nacque così il gruppo coloured, questo fenomeno permette di spiegare la variabilità della popolazione del Sudafrica.

Successivamente agli olandesi arrivarono gli inglesi e nel 1910 il Sudafrica ottiene l’indipendenza. Nel 1948, dopo la seconda guerra mondiale, il partito nazionalista ottiene il potere e di lì a poco si instaura l’Apartheid, che dura fino 1990. Si tratta di una situazione veramente difficile da concepire, un paese con una popolazione in maggioranza nera governato da una minoranza bianca.

Per visitare questa bella città si raccomanda di visitare l’ufficio del turismo di Città del Capo: http://www.tourismcapetown.co.za/, lì vi daranno tutte le informazioni necessarie per organizzare il soggiorno, potrete prenotare l’hotel che più vi si addice, comprare i biglietti di ingresso per i vari siti d’interesse.

Comunque, non potete perdervi:

Robben Island
Si tratta di un’isola di circa 1 km di diametro, situata di fronte a Città del Capo che è sempre stata utilizzata per isolare i gruppi di persone, è stato un carcere di massima sicurezza durante il periodo dell’Apartheid, e attualmente è Patrimonio dell’Umanità. Ogni giorno si organizzano visite guidate che partono dal porto di Città del Capo in traghetto e poi si procede lungo un percorso sull’isola, si tratta di un’escursione veramente interessante, è una maniera per avvicinarsi al passato e vedere le conseguenze nel presente.In questo carcere fu rinchiuso Nelson Mandela come prigioniero politico. Durante la nostra vita il nostro anfitrione è stato un ex-detenuto accusato all’epoca di terrorismo, quando in realtà lottava soltanto per la libertà. E’ stato lui a descriverci quale fosse la routine mentre lui si trovava lì, i neri vestivano solo con una maglietta e dei pantaloni corti, per dormire avevano una specie di tappeto che serviva come materasso e una coperta per coprirsi, per i bisogni avevano una specie di secchio che poi svuotavano nei bagni. Il tappeto e la coperta ad esempio dovevano essere piegati in una certa maniera, e se non lo facevano venivano puniti. I neri a differenza degli altri avevano un’alimentazione diversa da quella dei mulatti o degli indiani, che ricevevano pane, verdure e caffè, ai neri niente di tutto ciò, solo una specie di crema di mais. Non si poteva parlare altra lingua al di fuori dell’inglese, le visite erano permesse una volta ogni sei mesi per appena 30 minuti. Le punizioni erano terribili, da impazzire, i neri erano obbligati ai lavori forzati, e la lista dei misfatti non termina qui. Visitare Robben Island è una grande esperienza,come lo è sentire la storia dalle labbra di quelle persone che hanno sofferto ,sono state torturate e umiliate per difendere il loro diritto alla libertà.

Table Mountains
Un modo per visitare queste meravigliose montagne è con la funicolare, si può ammirare Città del Capo da 1000 metri di altezza. Bisogna essere fortunati perché solitamente sono coperte da nuvole chiamate “tablecloth” (tovaglia) e quando c’è vento forte il servizio è sospeso. Noi non siamo stati molto fortunati perché mentre stavamo salendo il cielo era sereno ma in appena 5 minuti si è annuvolato e ha cominciato a piovere. Ma merita comunque salire e fare colazione lì.


Capo di Buona Speranza
Erroneamente questo Capo è considerato come la punta più a Sud dell’Africa, e dove si incontrano l’Oceano Atlantico e quello Indiano, mentre in realtà questo avviene a Capo Agulhas. Senza dubbio vale comunque la pena visitare la zona, dove si percepisce la forza del vento, l’odore del mare e la vista si perde in un azzurro infinito.

Boulders Beach
E’ una spiaggia che appartiene al parco nazionale Table Mountain, ed famosa per ospitare una colonia di circa 3.000 pinguini. E’molto dolce osservarli, l’unica cosa che può dare fastidio è l’odore sgradevole, ma vale la pena sopportarlo.








Green Market Square
E’ un piccolo mercato, sufficientemente grande da perderci tutta una mattina curiosando tra la mercanzia. E’il luogo migliore dove comprare souvenirs. I prezzi sono bassissimi e le persone sono squisite.
L’Africa Cafe
E’ un ristorante che non potete perdere, come rituale arrivano al tuo tavolo e ti portano acqua con essenze, per lavarsi le mani, e un menu di cocktails, e poi sul tavolo c’è una specie di portafiori che in realtà è un vaso su cui è scritto tutto il menu, non c’è nulla sa scegliere, ti servono i vari piatti proveniente da vari paesi dell’Africa, e dopo che hai provato tutto quanto decidi cosa ordinare. Ma in realtà quello che provi è più che sufficiente.

Città del Capo è una città moderno, con attrazioni di ogni genere.

Gustatevela.

 
Elegant de BlogMundi