mercoledì 17 ottobre 2007

Finalmente vi presento Roma

Non è per nulla facile scrivervi su Roma, personalmente è la città più bella che ho visitato e viverci è per me un grande privilegio. Culla di imperatori, conquistatori, scrittori, pittori, poeti e artisti, tutti di un calibro ineguagliabile. Roma è una città che ti permette di camminare nel passato, camminare nelle sue strade di pietra è come sfogliare un libro di storia. Potrei scrivere un blog soltanto su Roma, sedermi e scrivervi è un compito difficile, ma ho già la soluzione: in questa occasione vi parlerò soltanto di Roma in maniera introduttiva e più in avanti scopriremo dettaglio dopo dettaglio questa meravigliosa città…
Capitale d’Italia, Roma si trova nella regione Lazio, considerata la regione centrale d’Italia. Roma è una delle principali destinazioni turistiche al mondo, secondo alcune statistiche riceve più di dodici milioni di visitatori l’anno…

Parlando di Roma ci sono alcuni proverbi curiosi che la collocano al centro dell’attenzione:

-Preguntando se llega a Roma.-Tutte le strade portano a Roma.-Hablando del Rey de Roma y el que se asoma.-Roma non è stata costruita in un giorno.
-Roma caput mundi
-Cuando a Roma fueres, haz como vieres.
Per il momento ricordo solamente questi...
Roma fu fondata il 21 aprile del 753 a.C da Romolo e c’è una bella leggenda che ingentilisce la fondazione della città ed è collegata proprio dal suo fondatore e a suo fratello gemello Remo. I due furono abbandonati sulle rive del fiume Tevere affinché morissero annegati, ma grazie al destino si salvarono e sopravvissero grazie ad una lupa che li allattò. E da allora la lupa con Romolo e Remo sono il simbolo della città.
Il periodo della fondazione di Roma inizia con la monarchia fino al 509 a.C., anno in cui inizia la Repubblica che si protrae fino al 27 a.C.; è un periodo importante e complesso, si creano nuove leggi, la Magistratura, il Senato - attualmente il Senato in Italia è chiamato proprio Senato della Repubblica. L’impero nasce alla morte di Giulio Cesare, che governava in modo dittatoriale la Repubblica, venne creato da Augusto, che fu il primo imperatore di Roma. Questo periodo è di somma importanza, perché è l’epoca di maggior estensione della (dato wikipedia): dall’Oceano Atlantico fino al Mar Nero, al Mar Rosso, al Golfo Persico, dal deserto del Sahara al sud fino alle terre boscose del Reno e del Danubio, alla frontiera con la Caledonia al Nord. La sua superficie massima stimata è di 6,14 milioni di km². Si tratta di un tema affascinante, una civiltà che ha segnato la storia, di cui ancora oggi è possibile ammirare le tracce.

Le principali vie di comunicazione della Roma Antica sono ancora oggi le vie principali di Roma e d’Italia, senza dimenticare le altre opere che realizzarono i romani in Francia e Germania. Queste vie sono: Via Appia, Via Flaminia, Via Aurelia, Via Cassia,e Via Tiburtina. Allo stesso modo gli acquedotti costruiti dagli antichi romani sono tuttora in usi, e numerosi monumenti, quasi intatti, rappresentano i tesori dell’Antica Roma.
Spero di potervi presentare e descrivere nel miglior modo possibile questa meravigliosa città… Inizierò dal Colosseo che è stato recentemente nominato una delle meraviglie del mondo moderno.

martedì 16 ottobre 2007

Il Colosseo

Il Colosseo è una delle opere più rappresentative dell’arte romana, e fu il simbolo della grandezza e del potere. Venne inaugurato nell’80 d.C. sotto il regno di Tito, e fu battezzato con il nome di Anfiteatro Flavio, e fu creato per contenere fino a 109.000 spettatori. E’ alto 57 metri e un raggio massimo di 188 metri, con una circonferenza di 527 metri, al suo interno sono presenti enormi corridoi per l’entrata e l’uscita. Il luogo in cui si svolgevano le battaglie era formato da sabbia poggiata su una struttura in legno, nella cui parte sottostante erano presenti varie e stanze che rappresentavano il luogo in cui si preparavano i protagonisti degli spettacoli, tra i quali i più frequenti erano i combattimenti dei gladiatori, che diventavano o eroi o cadaveri.

Poco tempo fa il Colosseo ha ricevuto il titolo di una delle sette meraviglie del mondo moderno, e merita pienamente questo riconoscimento, se non mi credete ve ne convincerete quando vi troverete di fronte a quest’opera maestosa che ha resistito al passare degli anni.

Serie televisive come Roma o film come Il Gladiatore ci riportano ad un lontano passato che cerca di ricostruire i costumi e le tradizioni dell’epoca per darci l’idea di come funzionava questa meravigliosa civiltà, e queste sensazione vengono rivissute trovandoci davanti al Colosseo, magari toccandone un muro e chiudendo gli occhi, immaginarci tra la folla, osservando lo spettacolo tra i gladiatori ed un leone…Probabilmente il leone sarà più difficile da immaginare, mentre i gladiatori passeggiano fuori dal Colosseo e per qualche euro puoi farti una foto con loro.

Durante la Settimana Santa il Colosseo è il punto di incontro delle diverse rappresentazioni religiose. E’anche simbolo di speranza, per esempio il passato 4 aprile venne illuminato in segno di speranza per l’approvazione della moratoria contro la pena di morte nel mondo, e ogni volta che un paese cancella la pena di morte, o ogni volta che si evita un’esecuzione, il Colosseo accende le sue luci…
Il Colosseo è anche il punto d’incontro di molte marce e proteste, che si tratti di manifestazioni politiche o del Gay Pride che passa di fronte al monumento e sorprende i turisti che da dentro al Colosseo vedono passare l’animata marcia. La passata estate, oltre al Gay Pride, davanti al Colosseo c’è stata una protesta chiamata baci gay, proprio perché una coppia omosessuale è stata arrestata per essersi “baciata” di fronte al monumento, e proprio la strada di fronte al Colosseo è stata rinominata Gay Street…cosa avrebbero detto i romani?

Per concludere, l’entrata al Colosseo dall’ultima domenica di marzo al 31 agosto è dalle 9.00 alle 19.30, a settembre chiude alle 19.00, ad ottobre alle 18.30, dal 15 novembre alle 16.30, dal 15 febbraio al 15 marzo alle 17.00 e dal 16 marzo all’ultimo sabato di marzo alle 17.30. I biglietti d’ingresso sono venduti fino ad 1 ora prima della chiusura. Costano 9.00€ e possono essere prenotati via internet pagando un piccolo extra, evitando così le lunghe code. E se si è fortunati si può visitare qualche esposizione al suo interno, sfruttando oltre al Colosseo anche l’ambiente di arte e di cultura che si vive a Roma.

giovedì 27 settembre 2007

Barcellona

Per molti Barcellona rappresenta una delle città più belle di Spagna. Ed effettivamente hanno ragione, dopo averla visitata ho deciso di unirmi al gruppo degli estimatori di questa incantevole città. Iniziamo dalla sua meravigliosa ubicazione geografica, che è perfetta, situata sulle rive del mar Mediterraneo e questa già di per sé è molto significativo visto che le città di mare sono solitamente incantevoli e misteriose. La sua posizione le conferisce un clima ideale, l’estate è calda e gli inverni sono miti, quindi non esiste un caldo torrido e un inverno rigido.
Quello che mi fa innamorare di Barcellona è la sua architettura, non bisogna dimenticare che è conosciuta come la capitale del Modernismo, ed essendo la culla di Gaudì si può capire il perché raggiunse questo genere di appellativo. Durante il nostro breve soggiorno non abbiamo avuto modo di visitare tutte le opere di Gaudì, abbiamo visto soltanto la Casa Ballò, la Sagrada Famiglia e il Parque Güell, che sono tre opere meravigliose.
Appena entrati nella Casa Batlló, la prima cosa che ti viene in mente è che Gaudì fosse in preda ad allucinazioni, ed in effetti questa è considerata come una delle case più bizzarre d’Europa. Ogni elemento che costituisce la casa è stato studiato e ha una funzionalità specifica, ad esempio per la circolazione dell’aria o per l’illuminazione. Non esistono linee rette, tutto è leggermente ondulato, ogni onda rievoca la natura, l’acqua, l’aria, il vento e la luce. I colori sono straordinari, caldi ed armoniosi, niente in questa casa disturba la vista. Questa costruzione fu realizzata tra il 1905 ed il 1907,e ancora oggi emergono i suoi elementi modernisti, ci si può immaginare come fu in quell’epoca.



La Sagrada Familia si presenta semplicemente come un grande assurdo, sono più di 100 anni che lavorano alla costruzione Templo Expiatorio della Sagrada Familia, nome completo dell’opera più rappresentativa di Gaudí. Nel 1883 Gaudí riceve l’incarico di proseguire l’opera che era appena agli inizi. Egli modificò completamente il progetto originario e dedicò 43 anni della sua vita a quest’opera

Qualcosa che devo segnalare e che ha attirato molto la mia e quasi sicuramente anche la vostra attenzione, è che Gaudì era sempre presente durante i lavori perché modificava incorso d’opera i progetti mentre l’opera avanzava, praticamente i progetti non erano altro che una guida e non il piano definitivo della costruzione. Durante la Guerra Civile spagnola i progetti e le bozze andarono persi e attualmente gli architetti incaricati di terminare l’opera si ispirano alle idee di Gaudì, ma non seguono direttrici o piani specifici.


Il progetto originale contemplava 95 mts di lunghezza e 60 di larghezza per una capienza di 13.000 persone. Con una torre centrale di 175 metri di altezza che rappresenterà Cristo, e altre 17 torri con un’altezza superiore ai 100 metr, 12 delle cuali dovevano rappresentare i 12 apostoli, 1 la Vergine aria e le altre 4 gli evangelisti, il completamento dell’opera è previsto per il 2026. Quindi un grande capolavoro che ha dato all’autore il titolo di Architetto di Dio, tanto che dal 2000 il Vaticano studia la sua possibile canonizzazione.

Il Parque Güell è un giardino che si caratterizza per le opere architettoniche di Gaudì, la piazza centrale è immensa, e i suoi confini sono costituiti da una grande panchina, tutto è colorato, la vista è spettacolare, la prima cosa che si osserva è la Sagrada Famiglia e la Torre Agbar, e più lontana la costa di Barcellona. Nella parte bassa di questa piazza è situata la
Sala Hipóstila o Sala delle 100 Colonne, anche se ce ne sono soltanto 86. Il tetto ha 4 decorazioni che rappresentano le stagioni dell’anno. All’ingresso principale del parco c’è una grande salamandra in ceramica multicolore e due case, anch’esse realizzate da Gaudì.

La Font Magica è uno spettacolo in cui l’acqua insieme alla musica e alle luci ti fanno credere di vedere uno spettacolo pirotecnico. Da ottobre alla fine di giugno è attiva dalle 19.00 alle 20.30, da giugno a fine settembre dal giovedì alla domenica dall 21.30 alle 23.30. Questa fontana nasce nel 1929 in occasione della Exposición Internacional di Barcellona, e nel 1992 risorge nuovamente per i giochi olimpici.




Barcellona è un luogo in cui la gastronomia diventa un piacere divino e in cui i palati più esigenti sono soddisfatti. Una cosa che mi ha sempre colpito degli spagnoli è l’orario “assurdo” che hanno per mangiare, il pranzo è tra le 14.00 e le 16.00 e non esiste la cena prima delle 21.00. Tuttavia questo rappresenta un vantaggio per i turisti abituati ad orari più anticipati, perché non dovranno fare la fila che si forma davanti a molti ristoranti. Le tapas mi piacciono moltissimo, e per me valgono una cena, accompagnata da una birra alla spina, o caña. Un piatto di prosciutti iberici e un piatto di formaggi, qualcosa di semplice, ma speciale. Per pranzo una Paella Parellada nel Restaurant Set (7) Portes (Passeig d'Isabel II 14, Barceloneta) o una Zarzuela 7 Portes. Semplicemente cibo divino…e per dolce una crema catalana o un Mel i mató... Delizioso.

Le Festes de la Mercé, è la festa popolare di Barcellona, si celebra il 24 settembre ed è una settimana in cui Barcellona si veste da festa, balli tradizionali risalenti alle origini della cultura catalana, Dracs e Diables che sono una specie di draghi e diavoli che ballano per la città con fuochi artificiali nella bocca, che rappresenta sia il male sia la rinascita, Giganti che percorrono la città, concerti, esposizioni, etc..Abbiamo avuto la fortuna di capitare a Barcellona durante questa festa e ci siamo divertiti molto, quando Barcellona è in festa è una città che non dorme.

Ricordate che la mia esperienza è stata di un solo fine settimana, non credete che Barcellona sia solo questo, c’è molto più…ritornerò sicuramente a Barcellona. E voi? Siete motivati?
Beh, per concludere vi lascio un piccolo video dell’ambiente barcellonese durante la festa della Mercé. Con musica e tutto!

mercoledì 5 settembre 2007

Valentino

Chi non conosce Valentino? Più che un disegnatore di moda molti lo definiscono un artista…Valentino Garavani è lo stilista più famoso d’Italia e uno dei più apprezzati al mondo. Chi non trasformerebbe il proprio corpo in un vestito di questo grande disegnatore?
Non esiste una donna ricca che rinunci ad un vestito di questo grande maestro.

E per Celebrare i suoi 45 anni di lavoro, e il suo commiato dal mondo della moda l’Ara Pacis presenta: "Valentino a Roma: 45 years of style", questa mostra presenta le opere più significative del Couturier, tra le quali il primo vestito rosso creato da Valentino. Questo stilista è conosciuto come il padre del rosso, tanto che esiste il colore rosso Valentino. Nella mostra è possibile ammirare gli abiti che furono realizzati per Sarah Jessica Parker, Eva Mendes, Uma Thurman, Claudia Schiffer e Sofía Loren tra le altre. Vi lascio le foto. Godetevele.

venerdì 31 agosto 2007

Sudafrica: vivendo un sogno

INTRODUZIONE
Dopo mesi di preparazione e giorni di attesa saliamo sull’aereo che da Atene ci porterà a Johannesburg. Le inquietudini e le emozioni sono intense, finalmente è giunta l’ora di partire. Questo viaggio nasce da una conversazione, da una risposta spontanea:
- Cosa facciamo ad agosto? Dove andiamo?
- Io un po’per scherzo parlo di uno dei tanti sogni:- Facciamo un safari! Africa!

E così nasce questo viaggio, lo abbiamo costruito poco a poco, non ce lo hanno venduto, è nato da un sogno.
Il primo passo è stato decidere quale paese dell’Africa, e dopo molti ragionamenti la prima e unica proposta è stata il Sudafrica, dopo abbiamo fatto la proposta ai miei suoceri che hanno accettato di fare il viaggio insieme a noi, poi abbiamo comprato i biglietti, e da lì una lunga lista di prenotazioni…parchi, hotels, auto, voli interni, etc…

SUDAFRICA
Situata all’estremo meridionale del continente, il Sudafrica confina con Namibia, Botswana, Zimbabwe, Mozambico e Swaziland, e al suo interno si trova il regno del Lesotho.
Anche se molti credono che la capitale sia Johannesburg, in realtà il paese ha tre capitali: Pretoria, Bloemfontein e Città del Capo. Questo meraviglioso paese è la prima potenza del continente e fa parte dei paesi sviluppati.
Alcuni dei giacimenti paleoantropologici più antichi del pianeta si trovano in queste terre. I primi europei in Sudafrica furono i portoghesi nel 1487, poi gli olandesi che nel 1652 si installarono nella costa del Capo, e nel 1797 arrivano gli inglesi, mentre nel 1833 è abolita la schiavitù. I giacimenti di oro e diamanti furono una delle cause della prima e seconda guerra boera.

Il Sudafrica ha una superficie d1 1.219.080Km, il clima è variabile, da temperato al Sud, subtropicale al Nordovest, fino a semi-arido ad occidente. Ha una flora e una fauna molto ricca e varia, tuttavia questa biodiversità è minacciata sia da specie alloctone sia dalla scarsità d’acqua.
Culturalmente no si può stabilire un’unica cultura rappresentativa dei sudafricani, al contrario la musica, l’arte e la gastronomia si sono arricchite con l’influenza di altre culture. L’unico aspetto negativo è che come conseguenza dell’apartheid lo sviluppo culturale non è stato uguale per tutti i gruppi razziali ed etnici presenti nel paese, fortunatamente è qualcosa che sta cambiando definitivamente, la cultura nera acquisisce maggiori spazi e ha più influenza.

Una delle città più importanti è senza dubbio Johannesburg, conosciuta anche come conocida también como Jo'burg, Jozi o JHB, è chiamata la città globale, è una delle città più grandi del mondo. Fondate nel 1886 Jo'burg è stata lo scenario della maggior parte della storia del Sudafrica, per esempio Soweto ha fornito al mondo due premi Nobel per la Pace: Desmond Tutu - 1984 e Nelson Mandela 1993. Sfortunatamente in questa occasione Jo'burg è restata fuori dal nostro itinerario per questioni di tempo, ma questo è uno stimolo per ritornare.
Questo viaggio lo abbiamo vissuto in diverse tappe, e lo presenterò nel blog allo stesso modo:
Sudafrica I: Parco Nazionale Kruger - Sudafrica II: Parco Nazionale Kalahari - Sudafrica III: Città del Capo.

Nostro itinerario:
04-08-2007 Roma-Atene-Jo'Burg
Jo'Burg-Kruger: 440Km
Kruger: 500Km
Kruger-Jo'Burg: 440Km
Jo'Burg: aereo per Upington
Upington-Kalahari: 260 Km
Kalahari: 450Km
Kalahari-Upington: 260Km
Upington-Città del Capo: 900Km
Città del Capo: 450Km
Città del Capo: aereo per Jo'Burg
18-08-2007: Jo'Burg-Atene-Roma

giovedì 30 agosto 2007

Sudafrica I: Parco Nazionale Kruger

Il Parco Nazionale Kruger ha una dimensione di 350 km di lunghezza e 60 km di larghezza, può quindi essere considerato un “piccolo stato”, che confina a Nordest con Zimbabwe e Mozambico, e a Sudest con due province sudafricane: Mpumalanga e Limpopo.
Nel 1927 il Kruger viene inaugurato come il primo parco nazionale del Sudafrica, all’inizio il numero di turisti non era considerevole, tuttavia poco il loro numero cominciò pian piano a salire e attualmente ci sono più di 1,25 milioni di visitatori all’anno. In questo parco la natura segue il suo corso dopo che nel 1960 l’uomo intervenne in buona fede, aumentando le pozze d’acqua per aumentare il numero degli animali, ma ciò produsse uno squilibrio perché aumentò il numero dei predatori e diminuì il numero delle antilopi roane, una specie facile da cacciare.
Il Parco Nazionale Kruger possiede una flora ed una fauna molto ricca: 1982 specie di piante, 517 specie di uccelli e 147 specie di mammiferi

Secondo le cifre del Kruger del 2005:

Bufali: 31.060 - Rinoceronti: 6.950 - Leopardi: 1.000 Elefanti: 12.470 - Zebre: 21.100 - Leoni: 2.000Giraffe: 6.700 - Kudu: 6.700 - Ghepardi: 200 Gnu: 12.000 - Impala: 101.000 - Licaoni: 350 Iene: 2500

Questa più o meno è una lista di ciò che possiamo osservare, la frequenza e la facilità di avvistare un animale, ma la fortuna, il periodo e l’orario contano molto, per esempio è molto più facile avvistare i felini durante la notte che durante il giorno.

Per arrivare al Kruger National Park da Jo’burg bisogna prendere la R215 per Boksburg, dopo la N12 per Witbank fino ad arrivare alla N4 con direzione Est, dopo un lungo tratto bisogna immettersi su una strada con direzione Waterval Boven, si arriva a Nelspruit, si prosegue sulla N4 fino ad arrivare a Malelane, a 3 km dal paese c’è il Malelane Gate che è la porta Sud del parco.

05/08/07Il nostro primo campo è stato Berg-en-dal, situato a 12km dall’ingresso, il primo animale che abbiamo avvistato è stato un impala, degno in quel momento di una fotografia e di ammirazione per essere stato il primo animale visto, poi con l’avanzare del viaggio diventerà un “semplice” impala. Più avanti un rinoceronte, una mandria di bufali, elefanti, e così poco alla volta abbiamo scoperto la meravigliosa fauna del Kruger.
Il campo di Berg-en-dal è ben equipaggiato, dispone di un bar, un internet point, un mini-mercato ben fornito, e un ristorante molto accogliente.
In questo campo, così come in tutti gli altri, le porte chiudono alle 18.00 e aprono alle 6.00 am, l’unico modo per stare fuori dal campo sono le escursioni organizzate dal Parco. L’ingresso ai campi recintati hanno un cancello e recinzioni elettrificate che garantiscono la sicurezza dentro al campo, la cosa curiosa è che quel giorno c’era un foglio attaccato in sui si informava che era stato avvistato un leopardo dentro al campo e che era necessario prendere le dovute precauzioni.

06/08/07 Sveglia: 05.30am
Dopo esserci preparati rapidamente usciamo dal campo seguiti dal ruggito di un leone che si ascoltava dal campo, non lo abbiamo visto, ma in cambio abbiamo osservato mandrie e mandrie di kudu, zebre ed elefanti.
Il kudu è un’antilope africana che può pesare fino a 250 kg il maschio e 180 chili la femmina, vivono sempre in piccoli gruppi, le corna del maschio sono molto particolare e sono il simbolo che rappresenta Sanparks, che è il sito ufficiale dei parchi nazionali del Sudafrica.
Nel corso della nostra passeggiata mattutina abbiamo incrociato un americano che stava osservando un leopardo, e ci ha indicato dove si trovasse, in realtà non è per niente facile avvistare gli animali, bisogna avere gli occhi ben aperti e un po’di pazienza. Proseguiamo il nostro cammino, continuando ad incontrare animali: ippopotami, elefanti, giraffe… Un paesaggio intero da godere, la fauna che cambia, la terra che cambia colore, i centinaia di uccelli che cantano, differenti specie di antilopi. Qualcosa che bisogna tenere ben presente è che durante il percorso non si può scendere dall’auto ne sporgersi dalla finestra. Sono le regole e bisogna rispettarle.

La notte del BIG FIVE:
Abbiamo deciso di fare un’escursione notturna, completamente equipaggiato per il freddo saliamo su una specie di jeep aperta. Prima di partire ci dicono che non è garanti che vedremo i 5 grandi, cioè: elefante, rinoceronte, bufalo, leopardo e leone. Noi aggiungiamo un sesto, l’ippopotamo, un animale di tali dimensioni bisogna considerarlo uno dei grandi. Comincia a tramontare, sono più o meno le 5.30 di pomeriggio, è l’ora perfetta per osservare gli animali, mentre passa il tempo il freddo comincia ad aumentare…Vediamo un grande elefante con il figlio, il sole bagna la sua enorme massa grigia ed è un’occasione per scattare una foto spettacolare.
Qui nel Kruger gli animali vivono nel loro habitat però anche così sono abituati alla presenza dell’uomo, a volte sembra quasi che posino per una foto.
Lo spettacolo successivo è un ippopotamo che si immerge in una pozza d’acqua e riesco a catturarlo a bocca aperta…Avanziamo poco alla volta, nel pieno della notte proseguiamo il cammino, sul ciglio della strada un leopardo si lascia osservare per alcuni istanti.

Un famiglia di rinoceronti, un consiglio in tutte le guide è di non metterti mai tra un rinoceronte e la sua prole, questo animale arriva a pesare 1.500 kg cosicché potrete immaginare la forza di cui dispone. Sono già passate 3 ore, inizia il ritorno, non speravamo di incontrare il Re della foresta…Sorpresa…
A pochi metri da noi, buttato a terra, un leone…un vero spettacolo, lo osserviamo per alcuni minuti…e ora, sì, soddisfatti, ritorniamo al nostro campo.


Il nostro campo è il Crocodile Bridge, abbiamo delle tende spettacolari; il suo nome deriva dal fatto che si trovi vicino al Crocodile River, è un campo ben ubicato per osservare i Big Five, ippopotami, facoceri, etc…Senza muoverci dal campo, solamente lì seduti di fronte alla nostra tenda, c’è un gran paradiso. I bagni e la cucina sono in comune, tutto è impeccabile ed organizzato. 20 punti all’amministrazione e organizzazione di Sanparks.

07/08/07. sveglia 6.00 am
Dal Crocodile Bridge ci dirigiamo verso il nostro prossimo campo, Skukuza, decidiamo di percorrere una via alternativa rispetto alla principale, con la speranza di avvistare più animali, non è stata una cattiva idea, osserviamo zebre, impala, un paio di rinoceronte che scappano a tutta velocità dopo averci visto, fa molto ridere vedere questa massa enorme che corre. Tutta la mattina scorre tra elefanti, ippopotami, giraffe, zebre. Una mandria enorme di elefanti distrugge tutto quello che incontra sul cammino, attraversa la strada senza vedere, gli spaventati siamo noi…

L’animale più strano per me è l’ippopotamo, questa massa immensa dai movimenti lenti che si immerge e lascia soltanto bollicine nell’acqua, quando cammina sembra un’immensa pietra che si muove. Che vita difficile!


Lungo il percorso decidiamo di fare una sosta a Lower Sabie per bere qualcosa e riposare un po’, perché è stancante stare sempre in auto, questa foto è la vista da questo campo.



Poi arriviamo al nostro campo, Skukuza, è il campo più grande del Kruger, e come in tutti gli altre anche qui regna l’ordine e l’organizzazione. L’unico pericolo di questo campo sono le scimmie, devi fare attenzione con l’auto, chiudere tutto bene e non lasciare nulla fuori, perché se lasci qualcosa, scordalo, già ha un altro padrone…




La sera ceniamo nel ristorante del campo “Selati Train Restaurant”, una grande esperienza gastronomica, per antipasto: “Crocodile Termidorius” e piatto forte il kudu, presentato in una maniera molto particolare, una specie di spiedino con carne di kudu, pesche, peperoni…Un’ottima Castle che è una birra sudafricana
08/08/07 Sveglia 06.20 am Oggi con molta più calma ci siamo organizzati e ci regaliamo una colazione sudafricana:
2 uova fritte, 1 salciccia tipica, pancetta, patatine fritte, pane tostato, senza alcun dubbio il miglior modo per iniziare il giorno.
Dopo questa buona colazione siamo pronti per partire, la nostra ultima notte nel Kruger la passeremo al "Tamboti Tented Camp". Si tratta di circa 130 km di strada. Durante il percorso assistiamo ad una scena meravigliosa: un leone sui resti di quella che era una zebra e due femmine sdraiate. E’ veramente difficile fare foto e visualizzare la scena, gli animali si camuffano molto facilmente con la natura circostante. Vicino alla scena due avvoltoi pazienti attendo il loro turno per entrare in azione.
La nostra ultima notte la passiamo al "Tamboti Tented Camp", un campo molto speciale, delle specie di capanne situate di fronte al letto di un fiume secco dove è possibile veder passare gli animali. E’ la prima notte che sento veramente freddo, 4°, l’unica cosa buona è che fuori dalla capanna la temperatura è la stessa, non c’è pericolo di sentire più freddo.





09/08/2007 Sveglia 05.30am.
Addio Kruger, lasciamo il parco all’alba, il sole che inizia a sorgere bagna il paesaggio, tutto si riempie di diverse tonalità di oro, marrone, verde…
Il nostro viaggio prosegue per Jo'burg, ma con due soste: Blyde River Canyon e Lisbon Falls...
Questo è stato il nostro percorso di 500 kms all’interno del Kruger National Park.

mercoledì 29 agosto 2007

Sudafrica II: Parco Nazionale Kalahari

10/08/2007
Sveglia 04.30 am
Ci dirigiamo all’aeroporto per prendere il volo per Upington. Una volta ad Upington compriamo i viveri necessari per i giorni nel Kalahari. Da Upington al Kalahari sono 260 km, gli ultimi 60 km sono di sterrato, bisogna sgonfiare le gomme per adattarle al terreno ed inserire le 4 ruote motrici.





Il nostro primo campo è il “Twee Rivieren” e il Kgalagadi o Kalahari come anche il Kruger si trova sotto la stessa amministrazione di Sanparks. Tutto perfettamente organizzato, il personale della reception ci attendeva per darci il benvenuto e fornirci tutte le indicazioni.
Per uscire dal campo è necessario avvisare la reception e indicare l’itinerario del giorno. La nostra idea era di fare un giro di 75 km, però era un giro piuttosto lungo per il poco tempo che avevamo, perché il campo chiude alle 18.30 e la velocità permessa è di 50 km/h. Così ci siamo accontentati del tempo che avevamo a disposizione e del benvenuto del Kalahari. E’ spettacolare.

Il Kalahari è un deserto, raggiunge i 500.000 km² come parco, il 70% si trova nel Botswana e il resto in Zimbabwe, Botswana, Namibia e Sudafrica. Il suo nome deriva da Kgalagadi che in lingua setswana significa “grande sete”. Il Kalahari non è completamente un deserto, alcune zone ricevono piogge durante l’anno e ciò permette alla vegetazione di crescere. Le temperature in estate vanno dai 20 ai 40° e in inverno le notti sono gelide, la temperatura scende anche sotto lo 0°, ma durante il giorno varia tra i 20 e i 25°.
La fauna in paragone a quella del Kruger è diversa, quindi la prospettiva con cui intraprendere la visita di questo parco è diversa: ci sono meno persone nel parco, il paesaggio è più aperto, e regna il silenzio.

Nel nostro primo mezzo pomeriggio incontriamo un orice, è un’antilope veramente strana, soltanto le corna possono misurare un metri, avvistiamo anche una mandria di gnu azzurri, e struzzi che non abbiamo visto nel Kruger. La nostra passeggiata termina con una scena da film: un leone insieme ad una femmina sulla cima di una collina, con il sole che tramonta dietro di loro, una scena veramente imponente.






11/08/2007 Sveglia 06.30 am Il campo apre le sue porte alle 7.00am, prendiamo la strada in direzione "Kalahari Tented Camp" siamo gli unici lungo il cammino ed decido di abbandonarmi al paesaggio, perdermi nelle sfumature della sabbia del deserto che cambiano colore al passare delle ore e il sole sale sempre più in alto. Il Kalahari è lì, quieto, immobile, ti regala la sua pace e il rumore del vento che porta con sé il rumore degli animale che si rifugiano al suo interno. Questo è un luogo magico che ti avvolge, di prega di essere paziente e di svegliare i 5 sensi, stare all’erta ma rilassati, lasciarsi catturare da tutto l’ambiente; rumori, odori, colori…Un’aria che ti purifica il corpo, l’anima, ti impregna lo spirito lasciandoti con più voglia…voglia d Kalahari.

La nostra tenda è bella, si trova di fronte ad una pozza d’acqua e alcune antilopi, struzzi e gni a turno devono l’acqua lì contenuta. Sono le 3 di pomeriggio, il sole scalda ma una brezza ci accarezza. Le antilopi so proteggono dal sole sotto l’ombra di un albero vicino alla nostra tenda, sono attente, qualsiasi rumore le allarma. Gli scoiattoli giocano a pochi metri da noi e in cambio di qualcosa da mangiare prendono confidenza con noi. L’ora di dormire è fatale, tutto scurissimo, non ci sono raggi di luna, solo le stelle e la via lattea illuminano il cielo. Dai 27 gradi del giorno passiamo ai 3 della notte, è difficile riuscire a dormire.

12/08/2007 Despertador 06.30
E’completamente buio, mentre ci prepariamo albeggia, dobbiamo percorrere molti chilometri per arrivare al nostro ultimo campo, Bitterpan Wilderness Camp, prima bisogna passare per Nossob e lì bisogna fare il check-in, poi percorrere 54 km solo 4x4 per arrivare a Bitterpan.
Non so se è perché è il nostro ultimo campo, ma Bitterpan è spettacolare, è il campo che più mi piace. Ci sono appena 4 capanne, ognuna per due persone, hanno il bagno privato e l’acqua calda nel mezzo del deserta. Una cucina per tutto il campo, perfettamente attrezzata.
In questo campo godiamo di una vista meravigliosa. C’è un punto panoramico a circa 7 metri di altezza che ti permette di osservare il panorama, un grande lago prosciugato di fronte alle capanne, e una pozza artificiale dove si avvicinano gli animali per bere, la vista si perde nel paesaggio, è un luogo unico e speciale immerso nella natura, la forza del deserto ti colpisce, ti ruba il respiro per penetrarti nel cuore e fermarsi lì dentro. Ti fa sentire insignificante e minuscolo. La cosa che ti incanta di questo luogo non è solo vedere gli animali, ma soprattutto godere dell’ambiente nel quale si è immersi. L’alba è potente, il sole si impadronisce di tutto, trasforma tutti i colori, il rosso si veste di varie tonalità, i colori sono più intensi. Al tramonto succede l’opposto, tutto perde brillantezza e luce fino all’arrivo della notte.Il sole è una fonte importante di energia, le pozze d’acqua artificiali funzionano ad energia solare, così come l’acqua e la luce dei campi.



13/08/2007 Sveglia 06.30Ci svegliamo all’alba, e con nostalgia lasciamo il campo, decidiamo di percorrere l’itinerario più corto, perché oggi è un giorno pesante, bisogna percorrere almeno 740 km per raggiungere la prossima destinazione. Stiamo con gli occhi ben aperti per avvistare gli ultimi animali all’interno del Kalahari. Più o meno gli stessi animali che avevamo già visto, con la sorpresa di osservare una iena. Più tardi incontriamo un gruppo di sciacalli, e ci sembra strano perché non li avevamo mai visti in gruppo, ma sempre solitari. Questo animale possiede un ottimo olfatto, può percepire una carogna da 5 km di distanza.

La grande sorpresa!!! Un leone e due leonesse a banchetto: un piccolo gnu. Sono molto attenti a tutti i movimenti, ma non mostrano aggressività né verso di noi né verso le altre auto che presenziavano la scena. Stanno mangiando, il maschio si allontana leggermente, prende un po’di sole e si pulisce le tracce di sangue, la sua criniera è bellissima, è senza dubbio un animale potente. Una leonessa vigila mentre l’altra termina di mangiare, possiamo sentire come frantuma le ossa, siamo veramente vicini, è un grande spettacolo che ci regala il Kalahari. La leonessa che vigila si ritira, e si avvicina il leone, si accarezzano, si toccano e continuano ad osservarci. Gli sciacalli sono vicini, ma si mantengono a distanza. Il leone si alza e se ne va, lo perdiamo di vista, ma ascoltiamo costantemente i suoi ruggiti.
Le leonesse continuano a stare lì, controllano la situazione, forse percepiscono il nostro timore, sanno che sono loro ad avere il potere, ti fanno sentire inferiore…ci osservano, quasi in gesto di sfida, noi ci limitiamo ad osservare e ad abbassare e alzare il finestrino a gran velocità.
Lasciamo il Kalahari, percorriamo i primi 260 km, arriviamo ad Upington e cambiamo auto visto che non sarà più necessario un 4x4. Pranziamo rapidamente e proseguiamo, 480 km su una strada completamente dritta, niente a destra e niente a sinistra…la vista si perde, ma bisogna impegnarsi per arrivare nel Namaqualand e proseguire il nostro viaggio.
Finora una grande esperienza…

 
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