Abbiamo visitato Longarone in occasione della settima edizione del Reptiles Day, il paese si trova nella regione Veneto, specificamente nella provincia di Belluno. In realtà si tratta di un paese abbastanza piccolo, circondato da alcune montagne impressionanti, quasi non puoi goderne a pieno perché si trova attaccato alla montagna, e per sfruttarne la maestosità ti ci devi allontanare un po’. E’un luogo accogliente, ti impregna della natura circostante e ne trai giovamento. La gente non mi è sembrata molto ospitale, ha un carattere abbastanza freddo e cercano di evitare il contatto con i visitatori, però preparano uno strudel di mele da leccarti i baffi.Longarone è un paese ricco di storia, ma la data del 9 ottobre 1962 la segna con un prima e con un dopo.

Il disastro del Vajont, o la tragedia, o la catastrofe del Vajont, fu causata dallo smottamento del monte Toc che precipitò nel bacino Vajont costruito tra il 1957 ed il 1960. Questa frana provocò un’onda che superò la diga e travolse il paese, lasciando 2000 vittime, 1450 dei quali residenti a Longarone e il resto ai paesi vicini.
Nonostante questa disgrazia annientò praticamente il paese, Longarone è rinato e si presenta come un piccolo paese moderno e industriale, che però non dimentica il suo passato, è un paese che prende forza dalla sua storia per insegnare alle nuove generazioni il rispetto per la natura, racconta la storia del Vajont attraverso un percorso nel luogo della tragedia.
L’ “itinerario della memoria” comprende la diga, il monte Toc sulla quale sono ancora visibili le tracce della frana, e la chiesa costruita in memoria delle vittime della tragedia.
Nonostante questa disgrazia annientò praticamente il paese, Longarone è rinato e si presenta come un piccolo paese moderno e industriale, che però non dimentica il suo passato, è un paese che prende forza dalla sua storia per insegnare alle nuove generazioni il rispetto per la natura, racconta la storia del Vajont attraverso un percorso nel luogo della tragedia.
L’ “itinerario della memoria” comprende la diga, il monte Toc sulla quale sono ancora visibili le tracce della frana, e la chiesa costruita in memoria delle vittime della tragedia.
Nessun commento:
Posta un commento