giovedì 10 maggio 2007

Egitto: Marsa Alam & Luxor

Conosco molte delle spiagge del Venezuela, che sono senza dubbio un paradiso. Però mi sono sentita veramente in paradiso quando sono stata a Marsa Alam. Marsa Alam è un piccolo paese del Sud dell’Egitto ed è considerata la Mecca dei sub, infatti si dice che il Mar Rosso è l’acquario di Allah, quando ho fatto il bagno nelle sue acque ho capito il perché, e le parole non credo che siano sufficienti per descriverlo, ma ci proverò lo stesso.
Siamo arrivati un sabato notte giusto per riposare, la domenica subito dopo la colazione ci siamo diretti verso la spiaggia, ci sono zone dove è vietato fare il bagno per proteggere i coralli, noi siamo andati direttamente verso il ponte lungo circa 50 metri e da lì ci si tuffa in acqua. Devo ammettere che il primo giorno era spaventata, a un metro dal ponte si vede il fondale lontano è più in là soltanto un blu intenso dove non si vede il fondo, ma le migliaia di pesci che ti circondano ti rilassano e perdi la paura. Già il secondo giorno non vedo l’ora di andare a buttarci.


Il pesce pappagallo ti impressiona con il suo verde e viola, lo vedi dappertutto, il pesce pagliaccio non si lascia vedere facilmente,forse sta registrando Nemo 2, e cosa dire del pesce scorpione? O di una razza che nuota proprio sotto la tua pancia? O di una tartaruga che sale a prendere un po’d’aria? E’semplicemente meraviglioso, è un altro mondo sotto l’acqua, c’è una pace che ti rilassa, un silenzio che ti avvolge, e semplicemente l’emozione s’impadronisce di te e non vorresti uscire dall’acqua.

Abbiamo avuto anche l’opportunità di andare a Luxor da Marsa Alam, 6 ore all’andata e 6 ore al ritorno, con partenza alle 4 di mattina e ritorno a mezzanotte, è distruttivo, ma ne vale la pena. Luxor è la città dei grandi templi egizi, il tempio di Luxor fu costruito principalmente da due faraoni, Amenhotep III e Ramsés II che terminò l’opera, poi altri faraoni come Tutankamón continuarono ad abbellire il tempio con decorazione che possono essere ammirate ancora oggi. Il tempio aveva due grandi obelischi, solo uno può essere visitato visto che l’altro si trova a Place de la Concorde a Parigi.

Karnak è il centro religioso conosciuto più antico al mondo, all’entrata troviamo una specie di strada di Sfingi con testa d’ariete, che è il simbolo del dio Amón.
Al suo interno si trovano diverse opere intatte, numerose colonne che conservano le iscrizioni. Il tempio di KArnak è considerato un museo a cielo aperto che conserva importanti resti della cultura egizia.

Nella Valle dei Re c’è una necropoli dove si trovano la maggior parte delle tombe dei faraoni di alcune dinastie, cosìccome quelle di alcuni principi, regine e nobili. Per questa Valle sono passati grandi protagonisti della storia, dai greci ai romani che in alcune tombe realizzarono i primi graffiti della storia, persino i cristiani che con la loro ira attaccheranno le tombe fino ad abitare addirittura dentro di queste. L’arrivo degli europei aprì l’esplorazione del luogo e si iniziò ad identificare alcune delle tombe, molte di queste meravigliose, con mummie e gioie che risvegliarono l’interesse di molti archeologi e collezionisti. Nel 1922 trovarono la tomba di Tutankamón, colma di tesori che mai nessuno avrebbe immaginato, attualmente nella tomba non si trova più nulla visto che tutto fu portato al museo del Cairo. Oggi nella Valle dei Re si continua ad esplorare e a restaurare. Non tutte le tombe sono aperte al pubblico. Noi siamo potuti entrare in tre di queste, non si possono scattare fotografie per proteggere i dipinti, posso dirvi che è semplicemente meraviglioso essere protetti da migliaia di anni di storia.

Un’altra opera meravigliosa che abbiamo potuto visitare sono i Colossi di Memnón, questi colossi rappresentano il faraone Amenhotep III, si tratta di due statue gemelle gigantesche di 18 metri di altezza situati sulle rive del Nilo, si trovano in posizione seduta, con le mani sulle ginocchia e lo sguardo diretto verso Est, verso il sole nascente. Due figure di minor dimensione situate sul trono, rappresentano la sua sposa Tiy e sua madre Metumuia. Stando di fronte a questi giganti la prima cosa che ti viene in mente è domandarti: come fu possibile costruire un tale opera nel 1408 a.C.?

Per concludere questa spettacolare avventura vi regalo le immagini del deserto…

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